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Mediaset vede consolidamento ascolti Tv generalista

I canali televisivi tematici di Mediaset compensano i cali degli ascolti di quelli generalisti. Marco Paolini, direttore marketing strategico del gruppo, ha sottolineato, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, che lo sviluppo del digitale terrestre ha permesso di bilanciare l’erosione degli ascolti dei principali canali nazionali. Prima dello switch-off dall’analogico al digitale, risalente al 2009, le tv generaliste nazionali coprivano l’81% degli ascolti mentre oggi sono scese al 62%. Gran parte della fetta di torta mancante è stata mangiata dalle tv tematiche, salite dal 2,3% degli ascolti del 2009 al 22% odierno. Lo sviluppo dei canali tematici, che raggiungono un pubblico diverso, ha quindi compensato l’erosione di audience dei canali generalisti permettendo a Mediaset di registrare negli ultimi anni solo un modesto calo degli ascolti complessivi per minuto medio (in sostanza il numero dei contatti pubblicitari) da 2,4 a 2,3 milioni.  Oggi le sue Tv generaliste sono viste da 33,7 milioni di persone nelle 24 ore, cui vanno aggiunti quasi 3 milioni di spettatori per le tematiche. “Mi aspetto nei prossimi anni un consolidamento di questa situazione, quanto meno per quanto riguarda la tv lineare”, ha detto Paolini che ha inoltre giudicato improbabile l’ingresso nel mercato televisivo italiano di nuovi operatori dall’estero, neanche nel settore della tv a pagamento. Riguardo quest’ultimo business, nel quale Mediaset è già attiva con Premium Play e lo sarà presto con l’offerta on demand Infinity, Paolini ha precisato che si assisterà a uno sviluppo più lento rispetto a quello del digitale terrestre per via di una serie di barriere di ingresso: quella tecnologica legata soprattutto all’accesso a una banda sufficientemente larga, quella economica perché si tratta di offerte a pagamento e quella psicologica da “ansia da eccesso di scelta” che scoraggia una larga fetta di pubblico.  Il titolo Mediaset ha archiviato la seduta in rialzo dello 0,18% a 3,392 euro, un po’ più debole rispetto al resto del settore media spinto al rialzo oggi dai fondi straordinari di sostegno all’editoria contenuti nella legge di Stabilità. Nel triennio 2014-2016 gli investimenti delle imprese del settore dovrebbero essere incentivati da un fondo da 120 milioni di euro: 50 milioni nel 2014, 40 milioni nel 2015 e 30 milioni nel 2016. Di questi, 20milioni ogni anno saranno destinati all’avvio di nuove imprese editoriali e il resto ad ammortizzatori e/o ristrutturazione. “Non c’è ancora chiarezza sui criteri di erogazione di questi fondi”, hanno sottolineato oggi gli esperti di Intermonte che rimangono comunque neutral positive sul settore. (REUTERS)

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