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Mattarella, il servizio pubblico e il ruolo del pluralismo

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si sgola: mentre si litiga sulla Rai, c’è una democrazia da salvare e bisogna farlo nel nome del pluralismo. Il Capo dello Stato ha inviato un messaggio alla presidente della Commissione parlamentare di vigilanza Rai, Barbara Floridia in vista degli Stati generali del Servizio Pubblico. Nel documento, Mattarella ha rimarcato la centralità del servizio pubblico e l’importanza, centrale, che il pluralismo si trova a recitare in una democrazia adulta e matura: “Il servizio pubblico vede rinnovata la straordinaria missione di essere riconosciuto fonte affidabile per i cittadini che con il pagamento del canone lo sostengono, permanendo intatta la sua responsabilità soltanto verso di loro, per essere cornice di libertà e spazio di inclusione, dove originalità, professionalità, innovazione, pluralismo e non spartizione, possano continuare a dispiegarsi senza abusi”, ha scritto il Capo dello Stato. Che ha aggiunto: “Un’esperienza peculiare, ideata e voluta come servizio pubblico perché un medium così influente fosse al servizio della collettività, per arricchire la vita culturale della Repubblica, contribuendo alla identità democratica del Paese. Una formula che, nel tempo, ha preso forma in molti Paesi europei, sempre più numerosi, che si confrontano nell’European broadcasting union, la principale alleanza mondiale dei media del servizio pubblico”. Quindi Mattarella è entrato nel cuore del messaggio: “Nella diversità delle singole esperienze nazionali, i media del servizio pubblico contribuiscono ad animare la vivacità del pluralismo, con l’autorevolezza che deriva dal proposito di essere riconosciuti dai cittadini come fonte ispirata da valori di indipendenza, autonomia, libertà e molteplicità di voci. Principi che il nuovo Regolamento dell’Unione europea per la libertà dei media intende tutelare anche nel cambio d’epoca determinato dalle trasformazioni tecnologiche, per fa sì che i media dei servizi pubblici possano continuare a svolgere la loro missione nel nuovo contesto”.

Luca Esposito

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