Non poteva dire di no davanti a un’offerta così interessante: diventare vice direttore del quotidiano torinese con la delega per il digitale e l’innovazione. E così Massimo Russo, concluso con successo il Wired Next Fest, 108.500 presenze durante le tre giornate milanesi, si prepara a trasferirsi a Torino nella redazione digital first della Stampa. Calabresi che è sempre più impegnato ad affrontare la rivoluzione che rappresenta internet per il mondo dell’informazione, deciso a realizzare nuovi progetti che sfruttino al meglio le potenzialità del digitale, sta formando una squadra di competenti di tecnologia ma con il cuore e l’intelligenza dei veri giornalisti. E uno di questi rari rappresentanti di questa categoria all’interno del mondo giornalistico italiano è proprio Massimo Russo, cresciuto all’interno dell’Editoriale L’Epresso dove, dopo aver lavorato nei quotidiani locali, a metà degli anni Novanta ha iniziato a lavorare per contribuire a costruire la divisione digitale del Gruppo. Sulla transizione dalla carta al digitale nel 2009 ha scritto con Vittorio Zambardino il saggio ‘Eretici digitali’ pubblicato da Apogeo: tutte cose assai interessanti ma che per un bel pezzo l’hanno tenuto lontano dal giornalismo, che era e rimane la sua scelta di vita. E questo spiega perché ha deciso di passare alla direzione di Wired nel maggio 2013, e ancora di più perché abbia accettato l’offerta di Mario Calabresi di passare alla Stampa.
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