L’ufficio di presidenza non sblocca l’impasse in Vigilanza Rai

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Niente da fare per la Commissione di vigilanza Rai: l’ufficio di presidenza s’è riunito ma non è riuscito a cavare un ragno dal buco. Insomma, rimane tutto fermo, bloccato. I lavori non ripartono dopo un anno e mezzo di stop, intervallati, qua e là, da piccole e discontinue eccezioni. Un problema, serio, che fa litigare una volta di più gli schieramenti presenti in Aula e, dunque, pure nell’organismo che dovrebbe vigilare sulle attività a viale Mazzini.

Ieri sera s’è riunito l’ufficio di presidenza. Le opposizioni hanno ricordato alla maggioranza il monito del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Che, nei giorni scorsi, aveva chiesto un cambio di passo in vista dell’integrazione e del recepimento di normative importanti che discendono dall’Ue, a cominciare dal Media Freedom Act. L’appello, almeno finora, è caduto nel vuoto. Anche perché non è stato possibile procedere alla convocazione in audizione del ministro Giancarlo Giorgetti. Punto, questo, fortemente contestato dalla stessa maggioranza. Nonostante la disponibilità del titolare del Mef a sfilare davanti ai parlamentari della Commissione vigilanza Rai. Ma il centrodestra, in quella convocazione, ci ha visto una certa strumentalità. E non vuole fare in modo che passi una possibilità per la minoranza di strumentalizzare una questione che resta importante. Insomma, un gran bailamme. Su cui, per il momento, non sembra vedersi una conclusione. Lo scontro è e rimane ad alta tensione. E nemmeno l’ennesimo ufficio di presidenza è riuscito a dipanare la matassa che ha portato la Commissione Vigilanza Rai, praticamente, a una vera e propria paralisi.

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