Clamorosa operazione giudiziaria contro la pirateria informatica: la Procura della Repubblica di Bari ha chiesto e ottenuto il sequestro di ben diciassette canali che su Telegram fornivano agli utenti giornali gratis.
Il provvedimento è stato compiuto dai finanzieri della polizia economico-finanziaria della Gdf del capoluogo pugliese. Sotto i sigilli virtuali, stando alle notizie che sono trapelate in queste ore, sono finite migliaia di giornali, libri, riviste in formato pdf che sarebbero stati sottratti direttamente dai server e dai sistemi informatici di tantissime società editrici. Vittime, così, di un vero e proprio furto. E proprio per l’ipotesi di reato di furto (oltre a quelle di riciclaggio, ricettazione, accesso abusivo a sistemi telematici e violazioni alle leggi sul diritto d’autore) indagano i finanzieri e i magistrati baresi.
Ad accendere i riflettori sul mondo “sommerso” di Telegram era stata la Federazione italiana degli editori che, nelle scorse settimane, aveva chiesto all’Agcom e a chi di dovere di “oscurare” la piattaforma di Telegram perché lì venivano diffusi, illecitamente, giornali e migliaia di copie di libri e riviste in maniera poco lecita.
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