Clamorosa operazione giudiziaria contro la pirateria informatica: la Procura della Repubblica di Bari ha chiesto e ottenuto il sequestro di ben diciassette canali che su Telegram fornivano agli utenti giornali gratis.
Il provvedimento è stato compiuto dai finanzieri della polizia economico-finanziaria della Gdf del capoluogo pugliese. Sotto i sigilli virtuali, stando alle notizie che sono trapelate in queste ore, sono finite migliaia di giornali, libri, riviste in formato pdf che sarebbero stati sottratti direttamente dai server e dai sistemi informatici di tantissime società editrici. Vittime, così, di un vero e proprio furto. E proprio per l’ipotesi di reato di furto (oltre a quelle di riciclaggio, ricettazione, accesso abusivo a sistemi telematici e violazioni alle leggi sul diritto d’autore) indagano i finanzieri e i magistrati baresi.
Ad accendere i riflettori sul mondo “sommerso” di Telegram era stata la Federazione italiana degli editori che, nelle scorse settimane, aveva chiesto all’Agcom e a chi di dovere di “oscurare” la piattaforma di Telegram perché lì venivano diffusi, illecitamente, giornali e migliaia di copie di libri e riviste in maniera poco lecita.
La libertà di stampa continua a rappresentare uno dei pilastri della democrazia, ma oggi è…
Non si fermano le aggressioni ai danni dei giornalisti: a Chivasso un cronista di Repubblica…
Il Gruppo Nem si consolida con l’acquisto del 95% delle quote di TeleFriuli. Un’operazione che…
Il sistema dei contributi pubblici all'editoria è stato spesso oggetto di un dibattito prevalentemente mediatico.…
L'editoria italiana accelera sul fronte dell'innovazione. È entrata nella fase operativa la misura che mette…
Sae cede Il Tirreno, il quotidiano toscano andrà alla Gin Srl, società vicina al gruppo…