Categories: Giurisprudenza

LOTTA AI LADRI DI PRIVACY: UE E USA DICHIARANO GUERRA ALLA PUBBLICITÀ COMPORTAMENTALE

E’ di qualche giorno fa la notizia della nuova legge olandese che impedisce alle aziende di marketing online di accedere ai dati dei “cookie” degli internauti che visitano le pagine web.
L’Olanda si è adeguata, in questo modo, alla direttiva europea entrata in vigore il 25 maggio scorso, la cosiddetta ‘direttiva cookie’. Cosa sono i cookie? Dei ‘biscottini spioni’ inviati normalmente dai siti web sui computer degli utenti per identificarli grazie ad un codice numerico. A noi magari non dicono niente ma per le imprese pubblicitarie sono oro colato perché permettono di profilare gli utenti e poter inviare loro pubblicità personalizzata, mirata ai loro gusti.
Naturalmente l’impatto sulla privacy è enorme, soprattutto se si pensa alla possibile compravendita di dati. Pensiamo, ad esempio, ad un’assicurazione che riesca a sapere che un potenziale cliente di una polizza sulla vita ha navigato per ore sui siti relativi ad una malattia gravissima.
La direttiva europea impone che i biscottini spioni possano essere inviati solo a condizione che gli utenti diano il loro consenso dopo aver ricevuto un’informazione chiara e comprensibile. Ma come è possibile ciò senza interrompere, in continuazione, la navigazione? L’Internet Advertising Bureau (cui aderiscono aziende come Google, Yahoo!, Microsoft, Aol, Bbc, Financial Times…manca Facebook!) ha proposto di appone un’icona riconoscibile sui banner per chiarire immediatamente che sono presenti dei cookie di pubblicità comportamentale e permettere all’utente di non aderire (opt out).
Occorre adesso vedere se questo basterà all’Ue e ai Garanti nazionali della privacy ma, intanto, il problema è stato sollevato anche negli Stati Uniti, dove finora la deregolamentazione assicurava mano libera alla pubblicità. Qui i senatori John Kerry e John McCain hanno proposto una legge per regolamentare l’advertising on line alla maniera europea. Alla Apple, a Google e a Facebook non resta che adeguarsi.
Fabiana Cammarano

editoriatv

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