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LODO MONDADORI: ANCORA ASPRI I TONI DELLO SCONTRO TRA LA FININVEST ED IL GRUPPO DE BENEDETTI

La vicenda giudiziaria è nota a tutti. Era il 3 ottobre 2009 quando il giudice civile Raimondo Mesiano condannò la Fininvest a pagare in primo grado 750milioni di euro alla holding di Carlo De Benedetti, proprietaria del Gruppo Espresso. Fu il risarcimento per quello che è stato definito lo “scippo” di Segrate, riferito alla vicenda della compravendita della sentenza della Corte d’Appello Civile di Roma nel lontano 1991, che sancì il passaggio della Mondadori da De Benedetti a Berlusconi. L’irregolarità della sentenza è stata accertata in via definitiva nel 2007 con la condanna penale per corruzione del giudice Vittorio Metta e dell’avvocato Fininvest Cesare Previti.
Ad inasprire i toni di uno scontro che è ancora da definirsi sul versante civile, è stato però proprio il Presidente del Consiglio (nonché proprietario della Finivest, attuale azionista di maggioranza della Mondadori) Silvio Berlusconi, che ieri ha così dichiarato: “Un giudice singolo ha formalizzato una sentenza che non esito a definire una rapina a mano armata, un assalto patrimoniale”. La Cir del Gruppo De Benedetti però non fa attendere la replica: “La politica non c’entra. Qui l’unico reato è la corruzione del Giudice Metta perpetrata nell’interesse della Finivest. Da tale reato di corruzione giudiziaria è nata l’attuale causa civile. È pertanto una vicenda che nulla ha a che vedere con le polemiche politiche quotidiane”.
Occhi puntati comunque sulla sentenza d’appello civile, prevista per il 4 maggio prossimo, con l’eventuale “sbrinamento” del risarcimento ancora “congelato”, come d’accordo tra le parti, in attesa del verdetto.

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