Il Sindacato nazionale dei dirigenti dei quotidiani nazionali si schiera a tutela delle edicole e dell’intera filiera dell’informazione. La mobilitazione della sigla parte da un dato di fatto. “Ogni singola edicola costretta a chiudere a causa dell’insostenibilità dei costi rappresenta un grave vulnus alla libertà di informazione e al diritto dei cittadini di accedere ai prodotti editoriali, siano essi quotidiani o periodici”. Ecco. Da qui si parte, da uno scenario che diventa sempre più povero, un deserto. Che fa perdere punti di riferimento sociali, vere e proprie agorà, non più solo nei piccoli centri o nelle periferie ma pure nelle grandi città.
La crisi, a valle, si abbatte con forza. Ma ciò non vuol dire che le cose, a monte, vadano granché meglio. “L’edicola – spiega il sindacato -, con la sua capillare presenza sul territorio, costituisce infatti l’ultimo anello di una filiera che coinvolge editori, stampatori, operatori professionali, distributori e tutti gli altri soggetti che vi operano. Una filiera che da anni si confronta con una crisi ormai strutturale, tale da metterne a rischio la sopravvivenza e, con essa, la possibilità di garantire ai cittadini un’informazione libera, affidabile e attenta alle esigenze dei lettori”. Pertanto, come già affermato dalla Fieg e dagli altri gangli rappresentativi dell’editoria, è necessario che qualcosa si muova sul fronte del governo. “È sempre più urgente che il governo, insieme a tutte le forze politiche, ampli e rafforzi gli interventi già in essere a sostegno dell’intero comparto editoriale, al fine di contenere l’aumento dei costi industriali e logistici, favorire il recupero delle vendite, migliorare l’efficienza della rete distributiva e promuovere nuove misure capaci di accrescerne la resilienza e la competitività”. E questo, poi, “nella consapevolezza che l’editoria rappresenta un settore strategico per il paese e svolge un ruolo essenziale non solo nella tutela del pluralismo dell’informazione, ma anche nello sviluppo della conoscenza, nella crescita culturale e civile dei cittadini e nel rafforzamento dei valori e dell’identità collettiva”. Insomma, lo dicono chiaramente i dirigenti: “Si tratta, a tutti gli effetti, di un’industria di primaria importanza, in grado di contribuire significativamente alla ripresa e alla crescita dell’economia nazionale”.
Dunque il sindacato si schiera al fianco della Fieg. E “condivide pienamente quanto rappresentato dalla Fieg e dai rappresentanti delle aziende di distribuzione e delle edicole nel comunicato congiunto del 14 ottobre scorso, nel quale è stata evidenziata l’esigenza, non più rinviabile, che il governo avvii un confronto istituzionale finalizzato alla definizione di un piano organico di interventi, capace di favorire l’ammodernamento e l’efficientamento della rete e di garantirne la sostenibilità economica e la necessaria capillarità sul territorio”. La conclusione è quella della richiesta di un tavolo a cui pure il sindacato si associa. “A tale confronto il sindacato dichiara sin d’ora la propria piena disponibilità a parteciparvi attivamente, mettendo a disposizione il contributo della dirigenza cui è affidata la gestione delle diverse aziende e realtà operanti nel settore, con l’obiettivo di individuare soluzioni efficaci e condivise per il rilancio dell’intera filiera editoriale”.
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