Categories: Giurisprudenza

LODO ALFANO. STASERA LA VOTAZIONE FINALE. RESPINTE LE PREGIUDIZIALI DI COSTITUZIONALITÀ

È prevista per stasera, tra le 18 e le 19, la votazione finale sul “lodo Alfano” (C 1442), il disegno di legge del governo che garantisce che, nel corso del loro mandato, non possano essere sottoposti a processi il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio e i presidenti di Camera e Senato.
Sui tempi di approvazione del provvedimento è decisivo l’atteggiamento dell’opposizione che ha presentato molti emendamenti. Qualche apertura al dialogo è venuta ieri da Pierferdinando Casini, leader dell’Udc, che si è detto soddisfatto perchè il governo sembra non intenzionato a ripresentare la norma “blocca processi” per reati commessi prima del 30 giugno 2002. Posizione quest’ultima non molto diversa da quella del Pd, mentre l’Italia dei valori conferma la sua totale intransigenza. La Lega, intanto, fa sapere che voterà a favore del “lodo Alfano” pur ritenendo che le priorità del governo di cui fa parte dovrebbero essere altre, a iniziare dal federalismo fiscale. Per svelenire il clima tra maggioranza e opposizione, Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, ha annunciato che il governo sta valutando l’ipotesi che le personalità istituzionali chiamate in causa dal “lodo Alfano” possano utilizzare questa norma una sola volta. Quindi, il testo finale da approvare potrebbe essere emendato dalla stessa maggioranza.
Intanto l’Aula ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità dell’opposizione con 296 no, 230 sì e 26 astenuti (l’Udc). Alla votazione hanno partecipato numerosi ministri e sottosegretari, che riempivano i banchi del governo.
Massimo D’Alema (Pd), nel prendere la parola alla Camera, lancia un appello affinché Silvio Berlusconi rinunci al lodo Alfano, “affronti i giudizi che lo riguardano a testa alta e lasci al Parlamento il compito di affrontare questioni di fondo, come quella della Giustizia in quel clima di confronto sulle riforme prima auspicato e poi compromesso da scelte autoritarie che hanno creato imbarazzo” anche “in parte della maggioranza”. “Questa legge serve solo a bloccare in modo sbrigativo e rozzo il processo per corruzione in cui il presidente del Consiglio è coinvolto e forse per evitargliene un altro. La verità è questa, e le finzioni non aiutano”, ha spiegato l’ex premier, manifestando “solidarietà” alle altre cariche dello Stato che non c’entrano nulla e che sono coinvolte solo per far compagnia a Berlusconi così da dare la sensazione di un interesse generale”.
Vincenza Petta

editoriatv

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