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Lo strano caso di Piracy Shield e i dolori dell’Agcom

La piattaforma anti-pirateria dell’Agcom che ormai chiude tutti senza farsi troppi problemi (forse) sarebbe stata piratata. Il codice sorgente di Piracy Shield sarebbe stato rubato e finito pubblicato online.Alla mercé di chiunque voglia impadronirsi delle funzioni del sito che avrebbe dovuto risolvere, una volta e per sempre, l’antica grana del pezzotto. I dati sono stati rubati e non si è ancora arrivati a capire da chi. Intanto, però, sono stati pubblicati online da chi farnetica di censura. Per l’Agcom è una catastrofe. Più di un esperto suona, ora, il de profundis per il progetto anti-pirateria dell’autorità garante per le comunicazioni. L’autorità nega ogni problema. Ma intanto, come riferisce Wired, Piracy Shield continua a bloccare siti del tutto regolari, innocui e, di sicuro, senza alcun riferimento ad attività illegali e piratesche. Il tema è dirimente. Il presidente Giacomo Lasorella aveva fatto spallucce di fronte alle legittime lamentele di chi è finito cancellato senza aver mai compiuto alcun reato né aver messo in campo azioni anche solo confinanti con la pirateria. “Io non vorrei minimizzare le preoccupazioni per carità del tutto legittime del rischio di buttare giù anche altri siti oltre a quelli pirata, però intenderei rassicurare sul fatto che finora non è stato fatto. C’è stato un unico caso tra virgolette controverso. Su 3mila non è stato mai fatto quindi non è un dato da poco. Finora abbiamo buttato giù soltanto i siti univocamente dedicati a questo”.

Luca Esposito

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