Tante priorità ci attendono fedeli a settembre. Lavoro, credito alle aziende, emigrazione, sicurezza, rilancio dell’Italia nel mondo, pensioni, riforme del mercato per citarne solo alcune. Nella lista non c’è l’aggressività dei media contro la politica, il governo o l’opposizione. Sommando l’efficacia della maggioranza all’inanità del centro-sinistra, il conflitto di interessi del premier Berlusconi è ormai fuori dall’agenda: si poteva fare una legge, la sinistra non ne è stata capace, l’opinione pubblica è passata ad altro. Ma insistere, come fa il primo ministro, che i mali del paese derivino da un solo telegiornale Rai o da giornali liberamente in edicola è sbagliato. Una volta può essere lo sfogo di un leader stufo di campagne personali. A ripetizione rende l’aria pesante. Tenta al conformismo chi lavora nell’informazione e questo non è mai un bene. La storia delle società aperte dimostra quanto sia indispensabile il confronto senza filtri o censure. Insistere ad attaccare i media non è ne elegante, ne opportuno. Il governo rifletta sulle critiche, quando fuor di luogo le respinga, quando utili le assuma. E la miglior medicina, si chiama democrazia.
(Dalla rassegna stampa ccestudio.it)
Sigfrido Ranucci non lascia il giornalismo. Almeno così dice lui. E anzi lo ribadisce anche…
In prossimità dell’erogazione del saldo relativo ai contributi previsti dal decreto legislativo 15 maggio 2017,…
L’intelligenza artificiale sta cambiando il mercato dell’informazione, ma gli editori non sanno ancora quanto valgano…
I contenuti nell’ecosistema digitale sono come gocce d’acqua nell’oceano. A una domanda pressoché bulimica di…
La battaglia tra industria editoriale e intelligenza artificiale si sposta nuovamente in Europa, con un’iniziativa…
Dopo la Corte di giustizia Ue, il Tar Lazio respinge il ricorso di Meta contro…