Mentre si attende a giorni la calendarizzazione in commissione Cultura alla Camera del DDL Levi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria porge una mano tesa agli editori augurandosi che il provvedimento corra spedito in Parlamento e che accompagni le imprese editoriali presso spiagge sicure: “Confido che il confronto parlamentare sarà l’occasione per appianare il maggior numero possibile di punti di contrasto per consentire alle imprese di guardare avanti, potendo contare su risorse certe”. Resta da capire una cosa importante: all’appello mancano 48 milioni per coprire il fabbisogno 2006 e servono 80 milioni per il 2008, 120 per il 2009 e altrettanti per il 2010. Ci vorrebbe un asso dalla manica per capirci meglio. Chi lo calerà sul banco?
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