L’estate sta finendo, è tempo di tornare a scuola ed è già polemica per l’ennesimo caro libro. I consumatori già denunciano la stangata per le famiglie. Si arriverà a spendere più di 1.200 euro per dotare i ragazzi del corredo necessario per affrontare il nuovo anno scolastico. La cifra citata da Federconsumatori è di 1.235 euro. E si riferisce a uno studente del primo anno delle superiori di primo grado. Solo per i dizionari e i libri di testo la spesa sarà superiore ai 560 euro, a questa somma vanno poi aggiunti altri 673 euro per il corredo e i ricambi scolastici. Tra zaini, diari, materiale di cancelleria, quaderni penne e pennarelli. Sarà un salasso. Che peggiorerà per gli studenti del secondo grado con punte di spesa valutate in poco più di 1.800 euro.
La digitalizzazione che avrebbe dovuto allievare i costi per le famiglie si sta, invece, rilevando un’altra fonte di spesa. Complessivamente, tra dispositivi, app, abbonamenti e connessioni se ne andranno più di 420 euro a studente.
I rincari rispetto al 2025 sono sostanziosi e assommano al 2,3% per quanto attiene al corredo scolastico e all’1,6 per cento per i libri. Si prospetta, dunque, un’altra coda polemica. E un nuovo tema di scontro che già da subito interessa la politica. Già, perché iniziano ad alzarsi voci a sostegno delle famiglie per chiedere di trovare una soluzione per garantire a tutti, a prescindere dal reddito, il diritto allo studio.
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