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L’ESPRESSO/ IL REPORT DI CITIGROUP: “REPUBBLICA COSTA TROPPO AL GRUPPO, SERVE UN RIDIMENSIONAMENTO”

La probabile caduta a picco della pubblicità nel corso dell’anno potrebbe rendere più agevole la ristrutturazione di cui L’Espresso ha bisogno per restare a galla.
Ad affermarlo sono gli analisti di Citigroup in un recente report che consiglia agli investitori di girare per il momento al largo dalla società e conferma la raccomandazione sell. Il titolo è in questo momento da vendere perché oggi la società è un conglomerato di media con pochissime sinergie, con una televisione che non sta dando alcun risultato, con la parte magazine in lento ma costante declino e con il quotidiano principale (la Repubblica) sovradimensionato. La testata di riferimento ha una filiazione pesante ed inutile: “Noi pensiamo che la Repubblica sia un prodotto che costa troppo al gruppo, vediamo poche ragioni per pubblicare un giornale da 60 pagine in un mondo sempre più digitale”, si legge nella nota.

L’analista Mauro Baragiola ritiene che “l’attuale formato sarà insostenibile nel futuro ed il quotidiano dovrebbe trasformarsi in una pubblicazione con massimo venti pagine e articoli di alto profilo giornalistico collegati con il web”.
Nel corso del 2008 all’Espresso ci sono stati importanti cambiamenti al vertice. E’cambiato l’amministratore delegato e al posto di Marco Benedetto è arrivata Monica Mondardini. Il vicepresidente e fondatore Carlo Caracciolo è morto ed il suo pacchetto di azioni dovrebbe passare o ai figli o ad un amministratore neutrale che lo gestirà intanto che si chiariranno i termini dell’eredità. Soprattutto, è aumentata la presa sulla società della nuova generazione della famiglia De Benedetti: Rodolfo De Benedetti, che mostra di amare meno del padre Carlo, i giornali ed il business media, sta prendendo sempre più in mano le redini del gruppo.

Per Citigroup, nel 2009 L’Espresso dovrà far fronte ad un crollo della pubblicità, attesa in calo dell’8% rispetto al 2008 e del 15% da 2007, ed a un nuovo calo della diffusione (-10% per il quotidiano principale e –4% a livello di gruppo). Visti i chiari di luna, ai vertici del gruppo non resta altro da fare se non smantellare l’attuale inefficiente piattaforma di media e tagliare i costi in modo da trovare le risorse per investire nella Rete.

Sulla strada dell’efficienza, L’Espresso si ritroverebbe le barricate dei giornalisti, una lobby che per Baragiola, in Italia, è davvero molto potente. La prospettiva di dover affrontare una sollevazione dei dipendenti ha frenato fino ad oggi la ristrutturazione necessaria, ma questa volta la situazione è diversa perché lo scenario è catastrofico e gli interessi della corporazione dei giornalisti meno difendibili. Uno sfoltimento dei ranghi dovrebbe portare ad un risparmio dei costi e non dovrebbe, secondo Citigroup, portare ad un calo della diffusione di Repubblica, una testata sempre più critica e militante nei confronti del governo di Silvio Berlusconi che dovrebbe riuscire a conservare i propri lettori anche nella versione alleggerita.(Affari Italiani)

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