Legge sulla diffamazione, Grasso e Anselmi: ‘Più tutele per i cronisti e maggiori sanzioni per le querele temerarie’

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giornalisti grDa un lato l’apprezzamento per le novità introdotte dalla legge sulla diffamazione a mezzo stampa approvata dalla Camera, a partire dall’abolizione del carcere per i giornalisti. Dall’altro l’auspicio che il Senato, ora chiamato a discutere il provvedimento, introduca alcune correzioni come, ad esempio, una tutela maggiore contro le azioni civili intentate solo per intimidire i cronisti. Sono i punti che hanno trovato d’accordo editori, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni nel convegno «Diffamazione: tutela della reputazione e libertà di stampa». «Le novità introdotte alla Camera, come l’abolizione del carcere – ha detto il presidente del Senato, Piero Grasso – soddisfano, anche se probabilmente non rispondono a tutte le esigenze. Altri elementi potranno essere introdotti in Senato». Grasso ha auspicato una maggiore tutela contro le azioni temerarie, «prevedendo non solo un risarcimento delle spese processuali ma anche una percentuale della cifra richiesta dal querelante da corrispondere al querelato». «L’intimidazione – ha proseguito – è un vulnus per la libertà di informazione. Oltre alle querele intimidatorie, penso alla salvaguardia dei cronisti a rischio». Una posizione condivisa dal presidente della Fieg, Giulio Anselmi, che, a nome degli editori, ha proposto di porre un limite al risarcimento del danno non patrimoniale e di ridurre la prescrizione per il reato di diffamazione a un anno rispetto ai due previsti nella nuova disciplina. Anselmi ha quindi definito «ridicola» la sanzione da mille a diecimila euro prevista nella legge in discussione per le querele palesemente infondate. «Nè gli editori nè i giornalisti – ha sintetizzato – vogliono essere un sistema castale impunito, ma neanche subire inopportune pressioni». Oltre all’abolizione del carcere, sostituito da multe che possono arrivare nei casi più gravi a 60mila euro, la nuova normativa stabilisce che la rettifica, da pubblicare senza commento, costituisce una causa di non punibilità. «Siamo sostenitori della rettifica documentata – ha affermato il segretario della Fnsi, Franco Siddi -. Ci deve essere la possibilità di un chiarimento reale sui fatti». Siddi, esprimendo «delusione per la mancanza di un intervento forte sulle liti temerarie», ha definito comunque positiva la legge, sottolineando il rischio che ancora una volta ci si fermi a un metro dal traguardo. Più critica la posizione del presidente dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino. Nel mirino la norma che, eliminando la responsabilità oggettiva del direttore, consente a quest’ultimo di delegare le funzioni di vigilanza. «La Camera ha ritenuto di poter dare una risposta solo alle esigenze dei direttori. – ha detto -. E quelli che non hanno risorse, che sono la stragrande maggioranza, cosa fanno?». Il convegno è stato moderato dal direttore dell’ANSA Luigi Contu. «Non so se la normativa approvata alla Camera sia perfetta – ha affermato -, quello che so è che la legislazione attuale va superata». Sono intervenuti anche tre membri della Commissione Giustizia del Senato, Felice Casson (Pd), Maurizio Buccarella (M5S) e Giacomo Caliendo (Fi), che hanno espresso la loro disponibilità a discutere delle modifiche richieste dalle associazioni di categoria. Presenti inoltre le associazioni Articolo 21, Libera Informazione e Ossigeno per l’informazione, oltre a Boyko Boev di Article 19, specialista nel diritto dei media. (Online-news.it)

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