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LE PROPOSTE DELLA FRT PER LA PIANIFICAZIONE DELLA RADIO DIGITALE

Proseguono, presso l’Autorità, i lavori del tavolo attivato per individuare gli strumenti di pianificazione e regolamentari per agevolare l’introduzione della radiofonia digitale in Italia. Nel corso della riunione del gruppo di lavoro “tecnico” l’Associazione radio della FRT, nella persona del Presidente, Roberto Giovannini, ha illustrato la propria posizione in alcuni punti fondamentali:
– la qualità del servizio T-DAB deve essere analoga o addirittura superiore all’analogico. Se così non fosse nessuno sarebbe stimolato ad investire in tale tecnologia;
– la radio digitale deve avere gli spazi necessari per i nuovi contenuti, le trasmissioni ad alta qualità e per l’inserimento dei servizi dati minimi e dei servizi multimediali consentiti dalle nuove tecnologie; diventa quindi essenziale avere frequenze disponibili;
– bisogna valorizzare i “plus” della radiofonia digitale, sia per il suo lancio commerciale e sia per l’incentivazione all’acquisto dei ricevitori;
– nella configurazione “mista” della pianificazione non ci dovrà essere un risultato sbilanciato in favore della Rai nel senso di una copertura qualitativa e quantitativa migliore rispetto alla radiofonia privata, con possibilità di ampi sviluppi nell’utilizzazione delle risorse messe a disposizione, mentre i privati potrebbero essere limitati a veicolare in via prioritaria solo un programma, addirittura in “simulcast”. In tal caso l’operatore di rete privato, non potendo ottimizzare i propri investimenti, rischierebbe di trovarsi di fronte ad un problema quasi insormontabile per lo sviluppo del digitale radiofonico;
– nell’esaminare la situazione in Sardegna, già pianificata per il digitale televisivo, l’ipotesi di pianificazione ha dato alcune indicazioni di fondo, soprattutto sulla esigenza di mettere a disposizione della radiofonia tutte le risorse in frequenza necessarie per un suo logico e ordinato sviluppo nelle tecnologie digitali e sulla necessità che tali risorse siano utilizzate dalle radio secondo le proprie possibilità e propensioni aziendali. Il pluralismo si tutela non creando barriere artificiali, ma con norme che tengano conto delle possibilità di sviluppo delle imprese e del mercato.
Fabiana Cammarano

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