Ecco una serie di novità che dovrebbero essere introdotte nella riforma annunciata dal Governo sul mercato del lavoro: una stretta sulla flessibilità in entrata e una maggiore flessibilità in uscita. Protezione «universale» per i lavoratori che perdono il lavoro sul modello europeo. Norme per contrastare le dimissioni in bianco.
Verranno scoraggiati i contratti a termine (ad esclusione di quelli stagionali o sostitutivi) con l’applicazione di un contributo aggiuntivo dell’1,4% da versare per il finanziamento del nuovo sussidio di disoccupazione (oltre all’1,3% attuale). Sempre per i contratti a termine, non saranno possibili proroghe oltre i 36 mesi.
La Cassa integrazione resta possibile solo quando è previsto il rientro in azienda.
Per quanto riguarda l’articolo 18: sarà previsto il reintegro nel posto di lavoro nel caso di licenziamenti discriminatori e il solo indennizzo (fino a 27 mensilità di retribuzione) nei licenziamenti per motivi economici (giustificato motivo oggettivo) considerati dal giudice illegittimi. Nel caso di licenziamento cosiddetto disciplinare (giusta causa o giustificato motivo soggettivo) considerato dal giudice ingiustificato sarà possibile per il magistrato decidere tra il reintegro e l’indennizzo economico con il pagamento al lavoratore ingiustamente licenziato tra le 15 e le 27 mensilità
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