Editoria

L’aumento del prezzo della carta ora fa davvero paura

L’aumento del prezzo della carta incombe sull’editoria. E se ne parla, purtroppo, pochissimo. Le materie prime hanno registrato aumenti importanti e le aziende che operano nel settore, già provate dalle difficoltà relative al Covid e da una crisi sistemica che dura da anni, si ritrovano a dover fare i conti con un nuovo e potenzialmente imbattibile avversario.

L’aumento della carta è una realtà per decine e decine di piccole imprese. Che, già dagli ultimi mesi dell’anno scorso, hanno ricevuto brutte notizie in merito. Non si tratta di un fenomeno strettamente legato al panorama italiano, bensì gli aumenti stanno colpendo tutta l’Europa e il mondo occidentale in generale. Anche per quanto riguarda la carta, dunque, incombe lo spettro del cosiddetto “shortage”. Magari accompagnato da “everything”, cioé la penuria di tutto. Le tensioni geopolitiche e i problemi dovuti alla pandemia hanno colpito duro un settore che si gioca il tutto per tutto per tentare di assolvere non solo una funzione economica ma prima ancora sociale e costituzionale.

Non si tratta solo dei giornali ma anche degli editori di libri e, dunque, di tutte le catene che da queste attività dipendono. Dalle edicole alle librerie, passando per i centri di distribuzione e giungendo, dunque, agli stampatori e al settore grafico.

In Piemonte già i sindacati sono scesi sul piede di guerra. Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno chiesto un incontro urgente alla Regione Piemonte proprio rispetto ai lavoratori del settore grafico-editoriale. Il timore è che si rischi di perdere occupazione nel territorio Piemontese. I sindacati hanno spiegato. “Siamo di fronte ad un processo irreversibile di perdita strutturale di centinaia di posti di lavoro. Chiediamo con urgenza un tavolo istituzionale con gli assessori al Lavoro della Regione Piemonte ed i soggetti coinvolti per progettare insieme, anche in relazione ai fondi previsti per il settore dal Pnrr e dei fondi strutturali europei, uno sviluppo occupazionale e industriale della filiera, spesso dimenticata, della grafica, della carta e dell’editoria”.

La questione relativa all’aumento del prezzo della carta, dunque, è fin troppo seria. E le istituzioni dovrebbero immediatamente prendere posizione sul problema. Perché ne va, non solo, di un pezzo di economia importante bensì di un settore che garantisce ai cittadini il diritto alla buona informazione. E il Covid ci ha dimostrato come non si possa lasciare questo delicatissimo tema in mano alle multinazionali del web.

Luca Esposito

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