L’Aie chiede di ripristinare il credito d’imposta sulla carta per i libri. Solo così, secondo gli editori, si potrà superare la crisi delle forniture che comporta costi fin troppo eccessivi e gravosi per le imprese del settore. Il paradosso sarebbe quello di frenare una ripresa che pure si registra nel settore editoriale. Dunque l’appello è quello a fare presto, a sostenere la filiera editoriale per quanto riguarda i costi della materia prima della carta. Un tema che diventerà sempre più pressante nelle prossime settimane.
In una nota, il presidente Aie Ricardo Franco Levi ha chiesto il ripristino del credito d’imposta sulla carta. “Negli ultimi sei mesi, a fronte di una domanda di libri in crescita nel Paese, l’industria editoriale ha fronteggiato e fronteggia tutt’ora criticità nella fornitura di carta. E più in generale di tutto ciò che attiene alla stampa dei libri, come il costo dell’inchiostro, dei trasporti, dell’energia. Che rischiano di danneggiare l’equilibrio economico delle case editrici e, in alcuni casi, di rendere impossibile la stampa e la messa in vendita nelle librerie delle novità e di eventuali ristampe”.
Dunque ha spiegato. “Sebbene gli aumenti siano diversi a seconda della tipologia delle case editrici, del periodo in cui i contratti di fornitura sono stati firmati. Della tipologia di carta utilizzata, si può quantificare tale incremento su base annua come superiore al 20%. Per la carta uso mano – ovvero la carta non patinata – e fino al 50% per le carte più pregiate, patinate e cartoncini”. E ancora. “Con una particolare attenzione agli editori scolastici, soggetti a tetti di spesa imposti per legge, sono numeri critici per tutti gli editori che non vogliono far ricadere sui lettori l’aumento dei costi” ha spiegato Levi.
“Di recente tale misura è stata riattivata, per il 2020 e il 2021, con il “Decreto Rilancio”, ma escludendo le imprese librarie. Sarebbe importante, in questo momento di difficoltà, riattivare la misura con uno strumento analogo”. Ha concluso Levi. L’Aie ha inoltre fatto notare. “L’attuale incertezza sul livello di prezzi e la disponibilità delle forniture sta portando alcune tipografie ed editori a prenotare le forniture di carta senza conoscere il prezzo a cui queste verranno pagate. Inoltre eventuali necessità di grandi quantitativi di carta per ristampe di libri le cui vendite sono di molto superiori alle previsioni rischiano di non poter essere evase in tempo per far fronte alle richieste dei lettori. Alcuni piccoli editori, infine, potrebbero essere tagliati fuori dal mercato per la mancanza di carta con cui lanciare le novità”.
La libertà di stampa continua a rappresentare uno dei pilastri della democrazia, ma oggi è…
Non si fermano le aggressioni ai danni dei giornalisti: a Chivasso un cronista di Repubblica…
Il Gruppo Nem si consolida con l’acquisto del 95% delle quote di TeleFriuli. Un’operazione che…
Il sistema dei contributi pubblici all'editoria è stato spesso oggetto di un dibattito prevalentemente mediatico.…
L'editoria italiana accelera sul fronte dell'innovazione. È entrata nella fase operativa la misura che mette…
Sae cede Il Tirreno, il quotidiano toscano andrà alla Gin Srl, società vicina al gruppo…