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L’Agcom rende noto il Rendiconto finanziario 2013

Sul proprio sito web l’Agcom ha  reso noto  il Rendiconto Annuale 2013.  La pubblicazione del documento è imposta dall’ordinamento comunitario per esigenze di trasparenza nel settore. Nello specifico la direttiva CE 20/2002 afferma che le autorità nazionali di regolamentazione sono tenute a rendere noto l’ammontare dei propri costi amministrativi e l’importo complessivo dei diritti riscossi. La base del rendiconto è il conto consuntivo dell’esercizio finanziario 2013, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel giugno di quest’anno.

Le entrate

 La maggior parte di esse è di natura contributiva. L’apporto statale è nullo. La quasi totalità degli aiuti finanziari arriva dagli operatori del settore. Seguono i contributi per l’assegnazione di diritti sportivi e quelli per le autorizzazioni satellitari. Una parte marginale degli aiuti deriva dai motori di calcolo. Le entrate non contributive sono originate soprattutto da recuperi o rimborsi, ma anche da interessi attivi e rendite finanziarie.

Le spese

Più complicato il discorso relativo alla rendiconto delle spese. Esse si riferiscono a quattro macro-aree, che coprono tutte le competenze settoriali dell’Autorità. Nel calcolo dei costi sono considerate le attività delle direzioni specifiche e di quelle che intrecciano le loro competenze con quelle di altri organi istituzionali. Per questi motivi l’Agcom ha ritenuto pertinente una divisione tra i dati relativi alle spese direttamente attribuibili al settore delle comunicazioni elettroniche e quelli inerenti alla cooperazione con altri centri di costo. La quantificazione delle spese dirette è stata effettuata in relazione alla destinazione e alla finalità delle stesse, nonché tenendo conto della consistenza relativa del personale. I dati indicano una, più o meno, equa ripartizione dei costi tra i centri di costo settoriali. La maggior parte delle spese è da attribuire alla Direzione reti e servizi di comunicazione elettronica. Sono similari i dati inerenti ai costi della Direzione Tutela e Consumatori e della Direzione sull’analisi dei mercati.  Hanno una minima incidenza sul bilancio il segretariato generale e la Direzione Servizi Media. La spesa dei centri trasversali è quasi corrispondente a quella delle direzioni settoriali. In questo caso la parte del leone la fa il Servizio affari generali e contratti. Costi rilevanti sono da imputare anche allo staff e al Servizio risorse umane. L’incidenza delle spese dei centri ad attività trasversale sul settore è pari al 63%.  L’Agcom è arrivata a questa conclusione applicando il criterio del ribaltamento, che tiene conto delle risorse umane effettivamente impiegate nel settore delle comunicazioni elettroniche. Dalla somma dei calcoli riportati deriva una leggera superiorità delle entrate rispetto alle spese.

Rendiconto

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