Categories: Giurisprudenza

L’Agcom pubblica l’Osservatorio sulla pubblicità ed avvia indagine conoscitiva sulla televisione 2.0

Nei giorni scorsi l’Agcom ha pubblicato nel proprio sito la prima edizione dell’Osservatorio sulla pubblicità. Si tratta di uno strumento “utile a comprendere tendenze e dinamiche di mercato e a condividere dati e informazioni a disposizione dell’Autorità con tutti i soggetti interessati (imprese, regolatori e utenti)”. Come evidenziato, “Dal 2005 ad oggi la pubblicità sui mezzi classici si è ridotta di un quarto (circa 2,5 miliardi in meno), mentre la pubblicità online è cresciuta di oltre il mille per cento, superando gli 1,5 miliardi di euro e diventando, dopo la televisione, il secondo mezzo pubblicitario in Italia.” E ancora: “Se si considera anche la componente web del below the line (ossia il web marketing), gli investimenti pubblicitari su internet superano i 3 miliardi di euro, pari al 15% delle spese complessive in comunicazione pubblicitaria.” Per quanto riguarda la pubblicità sui mezzi di comunicazione (above the line), sono stati analizzati: televisione (generalista e specializzata); radio; quotidiani; periodici; annuari; cinema; affissioni; internet. Con riferimento alle attività di marketing per le comunicazioni (below the line), l’Osservatorio ha riguardato: promozioni; direct marketing classico; web marketing (o digital marketing); eventi; sponsorizzazioni; pubbliche relazioni. Inoltre, con delibera n. 93/13/CONS del 6 febbraio 2013, pubblicata nel sito dell’Agcom il 22 febbraio u.s., l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha avviato un’indagine conoscitiva volta a investigare sugli aspetti complessivi relativi ai nuovi servizi di televisione su protocollo IP nel settore delle comunicazioni elettroniche e, in particolare, sugli aspetti concernenti la struttura del mercato e la relativa catena del valore, i modelli di business, i possibili sviluppi della domanda e dell’offerta, le modalità di accesso alle piattaforme, le problematiche di interoperabilità tra piattaforme, la competizione tra le differenti piattaforme distributive, lo sviluppo in termini di concorrenza e pluralismo, la garanzia di accesso ai contenuti, i benefici sull’utente finale e le previsioni in termini di sviluppo culturale, economico e sociale, in vista della redazione di un Libro Bianco sulla “Televisione 2.0 nell’era della convergenza”. Il termine di conclusione dell’indagine conoscitiva è di 180 giorni dalla pubblicazione in G.U. (Aeranti – Corallo)

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