L’Authority per le comunicazioni già calcola costi e benefici di una grande rete nazionale in fibra ottica ma al progetto manca ancora il sì decisivo di Telecom Italia. Secondo l’indagine realizzata da un team di docenti per l’Agcom, occorrerebbero 13 miliardi per portare la fibra fino alle case e agli uffici del 50% degli italiani, un investimento da condividere tra tutti i gestori.
La novità di giornata è soprattutto la conclusione del programma di ricerca affidato dall’Authority di Calabrò a nove università italiane e una straniera: Bocconi e Politecnico di Milano, Federico II di Napoli; Luiss, Roma Tre, Sapienza e Tor Vergata a Roma; Siena, Politecnico di Torino, Imperiai College di Londra.
Lo studio stima anche le ricadute sui singoli settori dell’economia: per ogni euro investito in fibra, quasi il 60% della produzione e dei consumi intermedi aggiuntivi si registrerebbe in campi ad alta intensità del lavoro come le costruzioni e le forniture di comunicazione. Ad ogni modo, gli obiettivi commerciali degli operatori che si imbarcheranno in questa avventura dovranno essere piuttosto ambiziosi. Nello scenario che prevede un piano di investimenti da 13 miliardi, il business sarebbe sostenibile solo con una spesa media dei clienti da 30 euro al mese.
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