Editoria

La truffa, il deepfake e noi: perché la tecnologia non può dominare l’informazione

Da giorni non si parla d’altro: la truffa ad alcuni tra i più facoltosi e importanti imprenditori del Paese con la “voce” del ministro della Difesa Guido Crosetto. Tra i volti più noti, caduti nella trappola, c’è Massimo Moratti. Ex presidente dell’Inter, petroliere. Mica uno sprovveduto. Eppure persino uno come lui ci è caduto. Come? È bastato utilizzare software capaci di riprodurre alla perfezione la voce dell’esponente del governo. Un programma di “deepfake” che è stato utile a ingannare chi, con lo stesso ministro, intesse rapporti di consuetudine e, comunque, di frequentazione. L’accaduto deve far riflettere. La tecnologia è così invasiva che potrebbe lasciar cadere in errore praticamente chiunque. E potrebbe inquinare, sul serio, il dibattito democratico delle nazioni. Tra cui l’Italia.

Non è una questione solo di fake news che, pure, come abbiamo già avuto molto di notare e apprezzare, hanno recitato ruoli impossibili anche solo da immaginare con l’irruzione del digitale nella sfera pubblica. Non è una vicenda solo politica. Esula, anzi, dallo scontro ultrà tra le fazioni. Tutti dovrebbero essere interessati a limitare, e non poco, l’ingerenza di tecnologie così invasive sullo scenario pubblico. Perché basterebbe poco, davvero poco, a confezionare chissà quale retroscena, darlo in pasto all’opinione pubblica, lucrarci politicamente. Perché, mentre che le autorità appurino le cose, ne passerà di tempo. Non si deve consentire alle macchine di gestire il dibattito. Anche se la tentazione è forte. Ma non vale il risparmio di quattro spicci. Se il rischio è quello di ritrovarsi con le macchine a decidere cosa e quando leggere e, magari, si tratta pure di contenuti confezionati ad arte per chissà quale scopi reconditi. L’effetto, finale, non sarebbe granché diverso da quello patito da Moratti e i suoi colleghi.

Luca Esposito

Recent Posts

Edicole in via d’estinzione: in vent’anni perso il 43% delle attività

Edicole in via d’estinzione: lo attestano i numeri. Uno studio Stampa Romana e Data Media…

17 ore ago

Il primo giornalista deferito per l’uso dell’intelligenza artificiale

In Liguria il primo giornalista che finisce nei guai a causa dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. La…

17 ore ago

Rossi, l’Ai e il nuovo piano industriale Rai

La Rai sta cambiando così da attuare pienamente il suo nuovo piano industriale. Parole e…

2 giorni ago

I giornalisti Dire tornano al lavoro: c’è il tavolo con l’editore

Una schiarita all’orizzonte per i giornalisti dell’agenzia Dire che hanno annunciato la ripresa delle trattative…

2 giorni ago

Il fallimento editoriale dei vincenti: il caso Washington Post

Fare editoria non è semplice, non è semplice davvero. Tanti imprenditori di enorme successo sono…

2 giorni ago

Askatasuna, la condanna di Fnsi e giornalisti alle violenze

I sindacati dei giornalisti attaccano senza mezzi termini l’aggressione subita dai colleghi Rai a Torino…

3 giorni ago