Il caso è rientrato e Unirai-Figec ringrazia viale Mazzini per aver tolto il requisito dell’iscrizione alla Fnsi per il bando da trenta milioni per la fornitura di servizi di informazione media office e di prodotti videofotografici da parte di agenzie di stampa e fotografiche pubblicato proprio dalla Rai. La decisione è stata salutata dal sindacato con soddisfazione. Era stata proprio Unirai a denunciare come discriminatorio il requisito dell’iscrizione al sindacato dei giornalisti. Che, affermano da Figec, non è più l’unico. E quindi non può più essere preso a parametro per la redazione dei bandi di gara. Anche perché, come hanno denunciato da Unirai, avrebbe discriminato – secondo la lettura dell’associazione che ha aperto uno squarcio nel mondo sindacale a viale Mazzini – pure i giornalisti che avevano e hanno, invece, preferito non aderire a nessuna formazione né ad alcuna sigla sindacale.
La decisione ha portato alla rettifica del bando. Con l’eliminazione del requisito da cinque dei sette capitolati e lotti alla base della gara stessa. E ha esteso fino al prossimo 8 luglio la possibilità di far domanda. Questo, chiaramente, per dare agio a chi ne era stato escluso finora di poter presentare le richieste a fronte dei nuovi requisiti previsti dal bando stesso. La Rai ha, quindi, accolto la richiesta di Figec e Unirai. Adesso i fornitori saranno obbligati a prevedere la presenza e garantire i contenuti prodotti da “giornalisti professionisti inquadrati secondo l’articolo 1 della Legge 3 febbraio 1963, n. 69”, ovvero iscritti all’Albo Professionale dell’Ordine dei giornalisti.
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