Sassoli De Bianchi – presidente Upa – ha dichiarato che “La tenuta degli investimenti, nonostante la diminuzione dei settori in espansione, ossia quelli a maggiore spinta pubblicitaria, regge grazie all’aumento complessivo degli utenti, e ciò evidenzia il coraggio delle aziende nel farsi carico della crescita e la loro fiducia nel settore”. A controbilanciare le prospettive ottimistiche di crescita alcune perplessità, espresse in merito al forte divario tecnologico dell’Italia rispetto agli altri paesi. Sarebbe opportuno procedere a digitalizzare il sistema; il nostro paese è in ritardo nella banda larga, nel settore della radio digitale (complice la confusione tecnologica sugli standard e a causa del tempo perso con il fallimentare DAB-T) e persino nel cinema e si chiede per quale motivo non crescano gli investimenti pubblicitari verso il cinema nel momento in cui si registra un aumento degli spettatori. Del resto, per far fronte alle carenze del settore, si sta puntando sulla valorizzazione della responsabilità delle aziende che tentano di aggiornare il Codice di autodisciplina pubblicitaria, aumentando la sensibilità verso la crescita sostenibile. L’innovazione diviene allora la chiave di volta per migliorare e risolvere i problemi sia nei mezzi che nelle indagini.
Fabiana Sergiacomo
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