Per disciplinare la transizione nazionale dalla tv analogica a quella digitale, l’Autorità per le Comunicazioni si appresta a mettere ordine nell’assegnazione delle frequenze, per definire quante di esse sono riservate alle Tv nazionali, quante alle Tv locali e quante saranno oggetto della gara del Ministero dello Sviluppo Economico. La revisione del Piano Nazionale di assegnazione delle frequenze in digitale, che introdurrebbe la tecnica K-SFN, è slittata alla prossima settimana. Intanto si alza un compatto muro di protesta da parte delle tv locali e nazionali. Secondo Maurizio Giunco, Presidente dell’Associazione tv locali FRT, “l’assegnazione alle tv nazionali di tutte le frequenze riservate all’Italia dalla Convenzione di Ginevra è inaccettabile in quanto discrimina le tv locali riservando loro le frequenze peggiori, nonché illegittima perché va contro la normativa vigente che prevede l’assegnazione di almeno un terzo delle frequenze riservate alle locali. L’assegnazione alle tv locali di almeno un terzo delle risorse frequenziali deve essere attuata non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi”.
“Per di più – ha aggiunto Giunco – il piano andrebbe a rivedere anche le frequenze già assegnate nelle aree digitalizzate (come Sardegna, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Lazio, Campania) causando gravissimi danni economici alle tv locali che hanno investito centinaia di migliaia di euro per la conversione degli impianti sulla base di diritti d’uso già assegnati”.
Arianna Esposito
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