Editoria

La Fnsi spiega il flash mob alla Camera: “Solo per il contratto”

La Fnsi ha deciso di scendere in campo con un flash mob alla Camera “per il contratto” e non “contro il governo”. La Segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa Italiana, Alessandra Costante, ha voluto mettere bene in chiaro i termini della questione contrattuale che impatta sulla vita dei giornalisti italiani. Tra i più poveri d’Europa, con ricavi che per i precari e i cococo non superano i 17mila euro (lordi) all’anno. Una vicenda che si incista nel mancato rinnovo del contratto nazionale, fermo ormai da dieci anni. In mezzo un tavolo che non riparte.

Gli ingredienti per la protesta dei giornalisti ci sono tutti. E così, a distanza di alcuni giorni dalla conferenza stampa di inizio anno tenuta dalla premier Giorgia Meloni, hanno voluto spiegare le ragioni dietro il flash mob alla Camera della Fnsi. Un’iniziativa, sottolinea Costante, “non per contestare il governo, ma per dare visibilità alla questione del lavoro giornalistico portandola nel cuore del confronto pubblico”. Quindi la segretaria Fnsi ripercorre la storia: “La nostra vicenda contrattuale è incredibile: la trattativa va avanti ormai da due anni per rinnovare il contratto scaduto nel 2016, ma in questi 10 anni gli editori hanno continuato ad incassare finanziamenti che, attraverso i prepensionamenti, hanno consentito loro di risparmiare sul costo del lavoro. Per buona parte degli editori i giornalisti sono un bancomat”, ha tuonato Costante. Che ha tuonato: “La Fnsi conosce bene la linea del governo che spinge sui rinnovi contrattuali, ed è, appunto, quello che il sindacato sta cercando di fare al tavolo con la Fieg”. E dunque ha ribadito: “I giornalisti sono una categoria di lavoratori e come tale hanno il diritto di vedersi riconosciuto, da una parte, il contratto e, per i non contrattualizzati, l’equo compenso”. Ecco, su questa vicenda, arriva dalla Fnsi il riconoscimento all’impegno assunto da Meloni: “Non possiamo che registrare l’impegno del governo sull’equo compenso e le parole della premier che, a proposito del nostro rinnovo contrattuale, ha detto di essere dalla nostra parte. La libertà di informazione non è un tema astratto, ma riguarda le tutele anche economiche dei professionisti dell’informazione”.

Luca Esposito

Recent Posts

Registrazioni tv, tre mesi non sono 90 giorni: il chiarimento dell’Agcom

Per quanto tempo le emittenti televisive devono conservare le registrazioni dei programmi trasmessi? La risposta…

11 ore ago

Google porta l’intelligenza artificiale contro le truffe telefoniche: Scam Detection prepara lo sbarco su altri smartphone

Le telefonate truffa stanno diventando sempre più sofisticate e Google prova a rispondere utilizzando la…

13 ore ago

FIEG, FAG e SINAGI rilanciano gli abbonamenti in edicola: per i giornalai una nuova partita sul futuro della rete

Un abbonamento che invece di allontanare il lettore dall'edicola prova a riportarcelo dentro. È questa,…

1 giorno ago

Trump scardina i principi democratici in materia d’informazione

Da un lato un giornale, non uno qualsiasi: il New York Times, una delle testate…

1 giorno ago

Google evita lo spezzatino anche nella pubblicità online: cosa cambia adesso per editori e inserzionisti

Google porta a casa negli Stati Uniti un'altra vittoria importante. Non perché i giudici abbiano…

3 giorni ago

Ranucci non è un eroe. Ma Report non deve essere normalizzato

Ranucci diventa sempre più un caso politico. È difficile non avere l’impressione che una parte…

4 giorni ago