Il Festival delle polemiche: lo scontro tra i giornalisti e gli editori finirà sul palco di Sanremo: la Fnsi annuncia un flash mob all’Ariston per protestare contro lo stallo nelle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro. Una vicenda che adesso, con le Olimpiadi invernali agli sgoccioli e tutta l’attenzione che inizia a spostarsi da Milano e Cortina giù in Liguria, infiamma il dibattito editoriale e lavoristico. I toni del documento Fnsi che annuncia l’iniziativa sanremese sono aspri. Come aspra, del resto, è l’atmosfera che si respira al tavolo del rinnovo. “Con una mano prendono e con l’altra anche. Gli editori della Fieg continuano a battere cassa con il governo per avere maggiori finanziamenti e dopo i 60 milioni di euro ottenuti in Finanziaria per il 2026 – che saranno spesi quasi completamente in prepensionamenti, come l’esperienza degli ultimi 20 anni insegna – ora chiedono al governo altri 40 milioni di euro sotto forma di proroga del credito di imposta per l’acquisto della carta destinata alle pubblicazioni quotidiane e periodiche”. Cosa che, per inciso, agli editori Fieg non è riuscita. E non senza polemiche dal momento che il presidente Andrea Riffeser Monti ha duramente accusato il governo. Ottenendo, in tutta risposta, la piccata reazione del sottosegretario all’editoria Alberto Barachini che ha bollato come “inammissibili” le parole del capo degli editori.
“La Fieg continua a chiedere soldi pubblici a fronte del nulla. Le aziende Fieg stanno conducendo una drastica riduzione del costo del lavoro attraverso la legge sui prepensionamenti, svuotando le redazioni e sfruttando il lavoro autonomo. Mentre il contratto ormai è fermo da quasi dieci anni e gli editori si rifiutano di corrispondere aumenti contrattuali decenti o semplicemente in linea con le altre categorie dei lavoratori”, ha tuonato Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi. Che ha proseguito: “Ai giornalisti dipendenti è stato chiesto di pagarsi l’aumento con la cessione di diritti contrattuali oppure di accontentarsi di un aumento di 150 euro lordi in 3 anni. Per i lavoratori autonomi, gli editori della Fieg si sono presentati al tavolo istituito al Die con la legge 233/2012 con proposte addirittura inferiori a quelle della delibera annullata dal Consiglio di Stato nel 2016. Un comportamento vergognoso e proposte che in entrambi i casi non possono che essere respinte al mittente”.
Ecco, dunque, le ragioni della protesta dei giornalisti a Sanremo. “Non siamo una casta. Vogliamo spiegare ai cittadini come si vive con gli stipendi bloccati da 10 anni e, nel caso dei giornalisti lavoratori autonomi, con retribuzioni da 500 euro al mese”. E poi un messaggio agli editori: “A Fieg, che minaccia di tagliare la foliazione dei giornali (riducendo così ancora i già scarni pagamenti ai lavoratori autonomi), Fnsi ricorda che il mantenimento della foliazione media è tra le condizioni per ottenere il contributo di dieci centesimi a copia già previsto dal Die. Gli editori sono bravissimi ad accaparrarsi finanziamenti e poi a dimenticarsi che il core business dell’informazione sono i giornalisti, nei confronti dei quali Fieg sta conducendo un’operazione chirurgica di taglio dei diritti economici e contrattuali”. La conclusione è amara: “Altro che giornali presidio di democrazia: avere giornalisti poveri e con meno diritti è evidentemente funzionale all’idea che gli editori hanno dell’informazione”.







