La Fieg chiede di sostenere le edicole. Per gli editori, la scelta del governo di destinare dieci milioni di euro per i punti vendita nel Fondo straordinario per l’editoria, è più che positiva. Però bisogna, contestualmente, dare una scossa a un settore che sta vivendo un momento a dir poco buio. E, per farlo, chiede al governo di impegnarsi a redigere un piano straordinario per aumentare chioschi, rivendite, negozi di giornali.
La posizione della Fieg sulle edicole è stata assunta dalla commissione distribuzione e vendita della stessa federazione. Che si è riunita nelle scorse ore. E ha licenziato un documento importante, in cui mette nero su bianco richieste, suggerimenti e ricette per dare speranza a un comparto che sta vivendo anni di crisi nerissima. La commissione ha definito “preoccupante” la situazione “della rete di diffusione dei giornali”. Questo è il punto di partenza. Da cui parte l’analisi della Fieg sullo stato dell’arte relativo alle edicole. “La continua diminuzione del numero di punti vendita e l’aumento di aree di totale desertificazione richiedono interventi immediati per continuare a garantire una rete capillare necessaria per favorire il contatto tra l’offerta di informazione di qualità e i lettori”.
Si tratta della costatazione della realtà. Esistono intere città di piccole e medie dimensioni, ci sono quartieri interi nelle periferie delle aree metropolitane italiane, dove le edicole sono letteralmente scomparse. Una desertificazione vera e propria che va avanti da anni. Contestualmente, i chioschi e i negozi stanno provando, da anni, a resistere e a reinventarsi per farlo. L’idea di affidare alle edicole alcuni servizi comunali, per esempio. Ma per la Fieg è necessario che le edicole vendano i giornali. E che, dunque, tornino a essere ciò che sono state per decenni, in questo Paese. Ossia un presidio del territorio necessario e indispensabile, un punto di riferimento imprescindibile dell’agorà fisica e politica delle comunità. Locali o nazionali.
Per la Fieg, che ritiene di “valutare positivamente le risorse del Fondo straordinario dell’ editoria destinate alle edicole”, è utile adesso “invitare ad un confronto le organizzazioni degli edicolanti per definire le modalità e i termini di un piano straordinario per l’aumento di punti vendita (anche addizionali), con l’obiettivo di incrementarli del 35%, e per cogliere tutte le opportunità previste dal decreto per le diverse modalità di distribuzione”.
L’unica certezza, sempre che si possa definire tale, è che Sigfrido Ranucci non sarà più…
La pubblicità online di giochi e scommesse sta diventando un terreno sempre più difficile da…
C’è un contratto in scadenza, ma dicono tutti che non c’entra. Il tema non è…
“Una character assassination che non ha precedenti nella storia del nostro Paese”. Ne è sicuro,…
Fino a poco tempo fa quando si parlava di intelligenza artificiale per il grande pubblico…
Non c’è fine alla polemica su Ranucci. Il conduttore di Report ha pubblicato, nelle scorse…
View Comments
La soluzione c'è. Ma ci si deve rimboccare le maniche e tirar fuori qualche soldino. Obbiettivo che Riffeser, per motivi che solo lui conosce, non persegue. Ma veramente pensate che chi ha un'impresa e vende giornali non possa essere contento di fare fatturato e guadagnare qualche soldo in più? Forse il problema è un'altro e Riffeser non deve faticare a cercarlo. Ce l'ha sotto gli occhi!