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La durissima replica degli editori Fieg dopo lo sciopero dei giornalisti

Non si è fatta attendere la replica della Fieg alla nuova giornata di sciopero dei giornalisti di ieri. In una nota, durissima, gli editori hanno risposto alle accuse del sindacato e hanno ribadito la loro apertura al dialogo. A patto, però, che le condizioni di base siano le loro. Il comunicato è duro fin dalle primissime battute: “Gli editori della FIEG, fin dall’inizio dell’avvio del confronto per il rinnovo contrattuale, hanno rappresentato la necessità di un cambiamento sostanziale delle regole contrattuali per recuperare efficienza e produttività e consentire di affrontare adeguatamente le nuove sfide del mercato, attraversato da un’innovazione tecnologica epocale”. Lasciando intendere, così, che la responsabilità dello stallo nelle trattative sia da attribuire proprio ai giornalisti. Accusa che diventa, poi, palese ed evidente scorrendo il testo della nota: “Ci si trova infatti a dover applicare un contratto nazionale di lavoro pieno di rigidità, vincoli ed istituti ormai insostenibili che ostacolano la competitività ed aggravano la situazione economica delle aziende, rappresentando peraltro una barriera all’ingresso delle nuove professionalità”.

Quali sono questi paletti? Eccoli: “Non può certamente essere considerato un fattore di sviluppo un contratto che prevede, a titolo di esempio, 40 giorni all’anno tra ferie e permessi, il pagamento di un’indennità per ex festività soppresse 50 anni fa, maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo ben al disopra della media degli altri contratti nazionali nonché il riconoscimento di scatti di anzianità in percentuale sulla retribuzione che garantiscono ampiamente il recupero dell’inflazione”. Parole durissime che mirano a smontare la versione Fnsi. “Gli editori vogliono ritrovare condizioni di sostenibilità economica per non danneggiare ulteriormente tanto le aziende quanto le professionalità. A tal fine si è proposto al sindacato di affrontare la sfida della completa modernizzazione del contratto e dell’introduzione di regole specifiche per favorire l’inserimento di giovani professionisti, come già sperimentato con successo nell’ultimo rinnovo contrattuale firmato con lo stesso sindacato”. Quindi l’apertura: “Gli editori non si sono mai sottratti al confronto né hanno mai abbandonato il tavolo negoziale e ribadiscono la propria disponibilità a proseguire nelle trattative per il rinnovo del contratto”. A patto, però, che le regole siano quelle.

Luca Esposito

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