Editoria

La Francia vieta i social ai minori di 15 anni: “Primi in Europa”

La Francia rompe gli indugi: mentre tutti parlano, il Parlamento di Parigi ha approvato il divieto di utilizzo dei social per i minori di 15 anni. Non c’è stata storia: l’Assemblea nazionale francese ha votato sì alla proposta in maniera schiacciante. E non è certo una banalità, considerando la balcanizzazione totale dell’aula e la forte radicalizzazione che si vive all’interno del parlamento transalpino. Proprio sui social, quasi a farsene beffe, ha esultato il presidente Emmanuel Macron. Che ha parlato di “grande progresso” affermando che “la Francia apre la via in Europa”. Una strada che, ha detto il presidente francese, ha come obiettivo “la protezione dei nostri bambini e dei nostri adolescenti”. Nell’affermarlo, il presidente ha pure riportato una clip di contenuti nocivi per i minori che, invece, campeggiano senza sosta e senza freni sulle reti sociali.

Adesso tocca a tutti gli altri. La Commissione Ue ha già da tempo dichiarato guerra ai social e deve adesso mostrare coerenza rispetto alle affermazioni della presidente Ursula von der Leyen. In Italia il dibattito è incardinato da tempo. Ma, come sempre accade, oltre a tanta retorica sembra che l’iter di un’eventuale legge sia ancora lento. Il ban francese ai minori sarà attivo dal 1° settembre prossimo. Le autorità riferiscono che dal primo settembre 2026 per i profili di nuova creazione mentre dal 1° gennaio del prossimo anno sarà attivo per quelli già attivi. Un tempo che è stato concordato per dimostrare l’età degli utenti. Poi scatteranno le tagliole.

Luca Esposito

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