La Camera dei deputati ha respinto la mozione di sfiducia presentata contro il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, con 314 voti (maggioranza 304). I voti favorevoli sono stati 292, 2 gli astenuti. La mozione è stata presentata dalle opposizioni dopo i crolli nella zona archeologica di Pompei.
Il ministro, nel suo intervento in Aula, ha definito le mozioni di sfiducia “espressione di un imbarbarimento della vita politica nel nostro paese”. Ma, ha aggiunto, “spero che il dibattito possa essere utile per parlare finalmente del ruolo della cultura per lo sviluppo economico e civile”. “E’ la prima volta che una mozione di sfiducia individuale riguarda responsabilità politiche e collegiali – ha aggiunto Bondi rivolgendosi alle opposizioni – ma io non ho mai scaricato le responsabilità di ciò che è avvenuto sul ministro Tremonti, ma mi sono impegnato non solo a chiedere più fondi per la cultura, ma a fare le riforme, parola assente dal vostro vocabolario. Voi pensate che i problemi si risolvano con più soldi dallo Stato – ha proseguito – io credo che servano invece le riforme”.
“Non mi sono accorto degli straordinari risultati che avrebbero raggiunto i miei predecessori Veltroni, Melandri e Rutelli, se non quelli di concedere finanziamenti a registi tanto adulati quanto poco apprezzati dal pubblico” sostiene Sandro Bondi. Secondo il ministro, “tra il ’96 e il 2000 sono stati erogati 266 milioni di euro” a produzioni cinematografiche, “a fronte di incassi per 43 milioni di euro”.
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