La nuova legge sulle intercettazioni che il governo italiano intende far approvare è una minaccia per la libertà di espressione. A sostenerlo è Frank La Rue, relatore speciale dell’Onu per il diritto di espressione nell’ambito del Consiglio per i diritti umani, il quale – in un comunicato – si è detto ”consapevole che il disegno di legge è stato portato avanti per le preoccupazioni relative alla diffusione delle intercettazioni e al diritto alla privacy”, ma ha aggiunto che la legge ”nella sua forma attuale non costituisce una risposta appropriata e minaccia il diritto alla libertà di espressione”. La Rue ha espresso preoccupazioni anche per le sanzioni previste per giornalisti ed editori. ”Pene che includono fino a 30 giorni di carcere e 10 mila euro per i giornalisti e 450 mila euro per gli editori e che sono sproporzionate rispetto alla colpa”, ha aggiunto il rappresentante delle Nazioni Unite.
La Rue, che ha invitato il governo italiano ”ad abolire o rivedere la legge 1415”, considera le sanzioni come una violazione dell’articolo 19 dell’International Covenant on Civil and Political Rights (ICCPR) sul diritto all’informazione, trattato multilaterale dell’Onu al quale l’Italia ha aderito.
”Sono pronto a fornire assistenza tecnica per assicurare che il disegno di legge rispetti gli standard internazionali sui diritti umani e sul diritto alla libertà di espressione”, ha concluso La Rue, annunciando per il 2011 una possibile missione in Italia ”per esaminare la situazione della libertà di stampa e del diritto alla libertà di espressione”.
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