In un’intervista apparsa sul sito di Libera Informazione, Roberto Natale, presidente del sindacato dei giornalisti italiani (Fnsi) si dice pronto a “scioperare se il ddl intercettazioni non sarà modificato”. “Il disegno di legge, così com’è, è semplicemente inaccettabile. Bisogna saper scindere quello che è il diritto alla privacy da quello che è il diritto ad essere informati. Messa così, la questione è semplice: nessuno vuole entrare nelle vite degli altri, e chi lo fa deve pagare. Non vogliamo però che in nome della privacy si metta il timbro della segretezza a vicende che vanno rese pubbliche per la loro portata. Insisto, mai come in questo caso ragioni di categoria coincidono con l’interesse generale: se passa quel testo ci rimetterà l’intero Paese”.
Per ciò che riguarda le tutele dei giornalisti, il presidente della Fnsi afferma che “il precariato è uno dei punti fondamentali della proposta Fnsi per il rinnovo del contratto, scaduto da tre anni e mezzo. La soluzione che proponiamo è quella dei bacini: agli editori diciamo di ampliare l’offerta verso i nuovi media, in cambio di una qualità professionale crescente. Ecco questo è il nodo: la specializzazione è un valore aggiunto”. Ma i tagli all’editoria rischiano di vanificare ogni tentativo di razionalizzazione del mercato. Secondo Natale si tratta di “un attacco inaccettabile. Uno scandalo. Ad essere colpita sarà la stampa medio-piccola, mentre i grandi editori manterranno i contributi indiretti, il grosso della spesa. Cadranno tutte quelle riviste di nicchia, la stampa di partito, le edizioni del non profit, indispensabili per arricchire l’informazione. Ci tengo a dirlo: noi a differenza di Grillo non riteniamo che i contributi pubblici siano uno spreco tout court. Si faccia attenzione, senza contributi solamente chi ha capitali potrà permettersi una testata. E lo farà per interesse di scuderia. Un effetto paradossale per chi dice di lottare in nome dell’autonomia dell’informazione”.
Fabiana Cammarano
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