INTERCETTAZIONI: FELTRI, BASTA DARE LA COLPA AI GIORNALISTI

0
450

Vittorio Feltri non ci sta: «ma è possibile che sia sempre colpa dei giornalisti?» si chiede a proposito del disegno di legge sulle intercettazioni. E senza mezzi termini dichiara: «secondo me ha ragione Eugenio Scalfari» che nel fondo di ieri su La Repubblica sosteneva che siamo di fronte «a una vera e propria confisca dei poteri del direttore». «Non si devono – dice Feltri – punire i giornalisti ma le fonti. Se non vogliono che si pubblichino le registrazioni delle intercettazioni devono rivolgersi a chi detiene il materiale. Molto facile dare la colpa allo specchio se la realtà è brutta. Non è che la categoria brilli ma c’è un limite nel considerarci degli imbecilli». Viviamo in un Paese spiega il direttore di Libero «che punisce i giornalisti sottoponendoli a procedimenti penali, mentre nel resto d’Europa i giornalisti che commettono violazioni sono sottoposti a procedimento civile». «Una maggioranza che ha governato cinque anni, dal 2001 al 2006, non è stata capace di depenalizzare i reati attraverso stampa, poi legifera in cinque minuti – sottolinea – quando si tratta delle intercettazioni telefoniche. E chi va a punire, i giornali, i giornalisti, gli editori. Ma questo Governo cosa fa?». «Nel quinquennio 2001-2006 – ricorda Feltri – ho parlato personalmente con Silvio Berlusconi e mi aveva garantito che ce l’avremmo fatta a garantire una nuova normativa. Invece, non siamo stati capaci neppure di togliere i reati di opinione. Su questa materia passano gli anni e non si legifera. Invece, siccome la registrazione delle intercettazioni fa paura a Lorsignori e a tutti si deve diventare rapidissimi, tempestivi. Lo trovo assurdo e qui non esistono questioni di parte». Il direttore di Libero precisa anche: «sono d’accordo che c’è stato un abuso delle intercettazioni e spesso sono state pubblicate anche quelle che non avevano attinenza con il processo. Ma è possibile che sia sempre colpa dei giornalisti? Ci sarà qualcuno che darà a loro il materiale?» ribadisce Feltri. «A me non risulta – continua – che sia mai stato punito nessuno nella magistratura che ha fornito le notizie. Prendetevela con loro». «Bisogna trovare il modo – continua il direttore di Libero – per impedire che finiscano sui giornali intercettazioni che non c’entrano nulla, mentre quelle che hanno rilevanza penale non vedo perchè non si debbano pubblicare».

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome