”Con un metodo ormai consolidato il governo continua a produrre provvedimenti viziati da forti elementi di incostituzionalità”. E’ quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, in merito al disegno di legge sulle intercettazioni. Un provvedimento, osserva il dirigente sindacale, ”che allo stesso tempo riesce a limitare la possibilità di indagine e il diritto di informazione e che si vorrebbe adesso forzatamente chiudere il prima possibile. Ma il governo sappia che la mobilitazione in ogni caso non si arresterà, perché di fronte a temi di rango costituzionale non si può e non di deve arretrare”.
Per Fammoni ”il vasto movimento in atto, e in continua crescita contro questa legge sbagliata, si intesterà ogni miglioramento e proseguirà la sua iniziativa per tutto il dibattito parlamentare a livello nazionale e nelle città, con l’ambizione di essere all’altezza della grande manifestazione del 3 ottobre 2009. E in ogni caso continuerà – conclude -, se la legge sarà approvata con questi elementi di negatività, anche successivamente verso la Corte Costituzionale, verso l’Europa, e a sostegno della giustizia e della informazione libera”.
Dalla guida di Report a Chi l’ha Visto? Giulia Presutti, che avrebbe dovuto sostituire, insieme…
Cinquantadue articoli pubblicati in un solo giorno, circa 20.000 parole e una produzione giornalistica che…
Sigfrido Ranucci non lascia il giornalismo. Almeno così dice lui. E anzi lo ribadisce anche…
In prossimità dell’erogazione del saldo relativo ai contributi previsti dal decreto legislativo 15 maggio 2017,…
L’intelligenza artificiale sta cambiando il mercato dell’informazione, ma gli editori non sanno ancora quanto valgano…
I contenuti nell’ecosistema digitale sono come gocce d’acqua nell’oceano. A una domanda pressoché bulimica di…