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Influencer: “Pronti a collaborare con Agcom ma non siamo editori”

Gli influencer sono pronti a collaborare con l’Agcom. L’associazione di categoria, Aicdc (associazione italiana content e digital creators), accoglie l’invito dell’authority a un tavolo tecnico e si dice pronta a fornire il suo contributo per redigere insieme un codice comportamentale che faccia chiarezza dopo i recenti scandali griffati Ferragni e ricostruisca un rapporto di fiducia e collaborazione tra operatori, consumatori e autorità garanti.

In una nota, il vicepresidente Aicdc, Mauri Valente, ha dato la disponibilità sua e dei 250 associati della sigla, a lavorare insieme all’Agcom: “Come content creator, sappiamo che la trasparenza è fondamentale per mantenere ottimi rapporti con la propria community. Ed è per questo che siamo fortemente a favore di una regolamentazione del settore”. Ma ci sono alcuni nodi che vanno tenuti in debita considerazione: “E’ fondamentale però affrontare tutte le questioni parallelamente, perché influencer e content creator non possono essere considerati a prescindere editori: non possiedono né hanno facoltà decisionale sui social all’interno dei quali operano. Per questo chiediamo di coinvolgere tutte le piattaforme e di valutare le metriche che delimitano il perimetro dei professionisti inclusi”.

Valente ha proseguito: “Ogni social network ha regole differenti, e 1 milione di follower e il 2% di engagement rate non sono necessariamente metriche indicative: content creator con molti meno seguaci ma con un rapporto più solido con la community potrebbero influenzare il consumatore in maniera più circoscritta ma più significativa”. E ancora gli influencer inviano un altro suggerimento all’Agcom: “Allo stesso tempo, un piccolo content creator potrebbe realizzare un contenuto che diventa virale. È necessario dunque definire una regolamentazione complessiva che tenga presente istanze e necessità di tutto il comparto, coinvolgendo tutti gli attori per riflettere insieme su come poter rendere l’Adv riconoscibile utilizzando tutti gli strumenti più moderni che la tecnologia ci mette a disposizione”.

Luca Esposito

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