Categories: Giurisprudenza

IN SUDAFRICA APPROVATA “LEGGE BAVAGLIO”: I GIORNALISTI RISCHIANO DA 5 A 25 ANNI DI CARCERE

È proprio la terra sopravvissuta all’apartheid ha fare notizia per la recente approvazione del “secrecy bill”. Si tratta di una sorta di “legge bavaglio” che tutela le informazioni preziose dall’indebito possesso e pubblicazione. I giornalisti rischiano da 5 a 25 anni di carcere, il sospetto spionaggio prevede il massimo della pena ed è punito severamente anche il mero possesso delle informazioni. Ora qualsiasi ente o istituzione potrà arrogarsi il diritto di difendere e blindare le proprie preziose informazioni, un duro colpo per la stampa.
L’African National Congress, al governo dal ’94, non ha dovuto patire troppo per l’approvazione della legge che, votata da 229 membri, è stata motivata dall’esigenza di rivedere una legge del 1982 sullo spionaggio. I 107 dell’opposizione non hanno avuto alcun peso specifico, ma hanno annunciato un ricorso alla Corte costituzionale per appurare l’incostituzionalità del provvedimento.
Sono intervenuti anche 2 premi Nobel, la scrittrice Nadine Gordimer e l’arcivescovo Desmond Tutu a difendere la libertà di stampa. Per la Gordimer il “secrecy bill” è un inaccettabile passo indietro che cancella le conquiste pagate col sangue di cui ha combattuto per la libertà. La scrittrice dichiara che ora, stampa, tv, Internet rischiano di diventare dei «bollettini vuoti» fatti circolare dall’addetto di turno, utili per coprire e favorire «affari sporchi e nepotismo». Per Tutu è un «insulto» che mortifica il giornalismo investigativo, importantissimo per la verità.
Non sono mancate proteste di giornalisti e delle associazioni per la libertà di stampa. I protestanti erano vestiti a lutto e con la bocca cucita, a ricordare le proteste del 1977 quando la libertà di stampa fu abolita dall’apartheid.
Anche il Nelson Mandela Centre of Memory si schiera contro la maggioranza affermando che si rischia di non trovare più l’equilibrio tra libertà di stampa e protezione dei dati preziosi.
Ora la “palla” passa a Jacob Zuma, Presidente del Sudafrica, la legge per essere definitivamente esecutiva ha bisogno della sua firma.
C’è da chiedersi se scenderà in campo Wikipedia, la sua ultima protesta è stata utile.
Egidio Negri

editoriatv

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