Il 9 marzo, il quotidiano popolare La Dernière Heure è uscito, a titolo sperimentale, in 3D: le foto e le pubblicità apparivano in rilievo grazie agli occhiali stereoscopici allegati. E’ un inedito in Belgio, e per l’occasione la tiratura è passata da 85.000 a 115.000 copie. La sfida è stata suggerita dal gran parlare in questi mesi del 3D al cinema, in tv e nei videogiochi. L’idea sarebbe di fare tutto il giornale in 3D, ma poiché non esiste un precedente in Europa, tranne esperienze parziali, il redattore capo Hubert Leclercq spiega che per ora s’accontenta di questa versione. Anche perché ci sarebbero problemi di costi, di tempi e dunque di riorganizzazione del lavoro.
I contenuti nell’ecosistema digitale sono come gocce d’acqua nell’oceano. A una domanda pressoché bulimica di…
La battaglia tra industria editoriale e intelligenza artificiale si sposta nuovamente in Europa, con un’iniziativa…
Dopo la Corte di giustizia Ue, il Tar Lazio respinge il ricorso di Meta contro…
Il Tar del Lazio con la sentenza che alleghiamo ha respinto il ricorso di Meta…
La crisi dell’editoria italiana torna sotto i riflettori con la pubblicazione, l’8 ottobre, dei nuovi…
Walter Lippmann nel suo testo del 1922, “L’opinione pubblica”, analizzava il rapporto tra realtà, informazione…