La Commissione europea ha deciso: Sky Italia potrà operare sulla piattaforma digitale terrestre a condizione di trasmettere in chiaro per cinque anni, fino a tutto il 2015. La decisione consente a Sky di partecipare alla gara per l’assegnazione di una frequenza nazionale liberata dal dividendo digitale. Adesso spetta all’Agcom adottare, probabilmente entro la fine dell’anno, il regolamento di gara per l’assegnazione di cinque frequenze nazionali, di cui almeno due riservate ai nuovi entranti – e quindi anche a Sky – verrà espletata in “beauty contest” ossia mediante assegnazione gratuita delle frequenze.
La decisione ha sollevato diverse reazioni. Mentre Mediaset annuncia di voler fare ricorso alla corte di Giustizia europea, l’Associazione Tv Locali FRT esprime il proprio disappunto perché si permette ad un operatore già monopolista sulla piattaforma satellitare di entrare in possesso di una frequenza digitale nazionale ottenuta sottraendo risorse vitali alle emittenti locali. “Inoltre Sky – afferma il Presidente dell’Associazione FRT, Maurizio Giunco – rappresenta un pericolo per le Tv locali in quanto, potendo fare leva sugli introiti degli abbonamenti, ha già dato prova di praticare tariffe pubblicitarie molto aggressive, decisamente fuori mercato”.
Manuela Avino
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