Da San Paolo, dov’è in visita di Stato, il Presidente del Consiglio ha lanciato l’ennesimo appello per colpire gli organi d’informazione (quelli che non controlla e che non possiede, naturalmente, abituato com’è alla totale obbedienza televisiva) proponendo “uno sciopero dei lettori” e denunciato “una disinformazione totale e inconcepibile, da molti mesi a questa parte”.
Non si sono fatte attendere le reazioni da parte dei direttori di tutti i maggiori quotidiani. “Silvio Berlusconi, dimenticando i tagli che stanno massacrando in modo indiscriminato sanità, scuola, comuni e regioni, invita i lettori a scioperare contro i giornali” è l’osservazione dell’Unità. Secondo Roberto Natale, presidente del sindacato dei giornalisti, Berlusconi è stato “spudorato ogni oltre limite. Titolare di una gigantesca concentrazione mediatica, capo di un impero televisivo che sottrae risorse alla carta stampata, ora arriva a sollecitare lo sciopero dei lettori contro i giornali, rei di non allinearsi sempre e comunque alla propaganda governativa”.
Non reagisce bene neanche Vittorio Feltri, direttore del “quotidiano della famiglia Berlusconi”, che esordisce in questo modo: “Caro presidente Berlusconi, leggo sulle agenzie che lei è favorevole ad uno sciopero degli italiani contro i giornali perché disinformano e prendono in giro i lettori. Sarebbe una buona idea se non presentasse un rischio: che gli italiani poi la applichino anche contro i politici. I quali nel nostro Paese sono i soli più bravi dei giornalisti a prendere in giro i cittadini, lettori ed elettori”.
Manuela Avino
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