Editoria

Il Pd rilancia sulla riforma della governance Rai e accusa il governo

Per il Pd serve una riforma profonda della governance della Rai ma “questa maggioranza non ha un’idea comune di servizio pubblico, ha solo un obiettivo, limitare l’informazione libera”. Parole e musica del capogruppo dem in Commissione vigilanza Rai, Stefano Graziano, che nel fine settimana scorso, alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia, ha elencato le proposte del Partito democratico per rifondare la governance Rai accusando, allo stesso tempo, il centrodestra di immobilismo e di voler cannibalizzare posti e poltrone: “Fratelli d’Italia – ha spiegato Graziano- pensa solo a occupare la Rai, Forza Italia difende la propria quota di pubblicità e la Lega vorrebbe abolire il canone, privatizzare l’azienda o regionalizzarla. Tre linee diverse ma unite da un filo rosso: ridurre l’informazione e condizionare il pluralismo”. E quindi ha rincarato la dose: “Il governo stia strozzando la Rai sia attraverso il canone, ipotizzando soluzioni miste con la fiscalità generale che metterebbero a rischio la stabilità delle risorse, sia con un atto di gravità inaudita: il blocco della Commissione di Vigilanza. Mai era accaduto che una maggioranza scegliesse di paralizzare volontariamente un organo di controllo parlamentare. È un segnale politico gravissimo: significa rifiutare ogni trasparenza e sottrarre la Rai al controllo delle istituzioni”.

L’unica è cambiare tutto: “Occorre – ha concluso l’esponente del Pd in merito alla Rai – una governance realmente indipendente dal governo, espressione non solo del Parlamento ma anche di Regioni, Comuni e università. Sul canone bisogna garantire certezze di lungo periodo, legandolo a un contratto di servizio almeno decennale, in modo che nessun esecutivo possa condizionare l’azienda con tagli mirati all’informazione. Non ci può essere nessun baratto sulla Rai”. E dunque l’ultima stilettata: “Il Freedom Act, così come presentato al Senato, rappresenta l’opposto delle indicazioni europee: invece di rafforzare libertà e pluralismo, punta a limitarli. Per questo il Partito Democratico metterà in campo azioni forti, in Parlamento e nel Paese, per difendere il servizio pubblico e il diritto dei cittadini a un’informazione libera e indipendente”.

Luca Esposito

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