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IL PARLAMENTO EUROPEO BOCCIA DEFINITIVAMENTE IL TRATTATO ACTA. LE REAZIONI DELLE ASSOCIAZIONI DI SETTORE

Come era ampiamente prevedibile, il trattato ACTA è stato bocciato dal Parlamento Europeo. L’accordo, avente ad oggetto la tutela del diritto d’autore, non potrà essere ratificato dagli Stati membri dell’UE. Nel mese di giugno l’ACTA era stato respinto da tre Commissioni Parlamentari: libertà civili, industria, affari legali. Qualche settimana dopo la Commissione Commercio Internazionale ha esortato il Parlamento Europeo a respingere il trattato. A maggio addirittura Neelie Kroes si era espressa contro il Trattato, lasciando presagire una futura stroncatura. Della bocciatura odierna non si sorprende nemmeno David Martin, il relatore dell’accordo: “Era giusto respingere ACTA, ma siamo sicuri che riusciremo a trovare un altro modo per tutelare il diritto d’autore. Tratteremo in un documento a parte la normativa relativa alla protezione del copyright online “. Karel De Gucht, tra i principali promotori di ACTA, è nero: “Il voto contro ACTA dà il via ad una lunga serie di violazioni della proprietà intellettuale”.
Non si sono fatte attendere le reazioni amareggiate delle Associazioni di difesa del copyright. Enzo Mazza della FIMI ritiene che la politica europea si sia piegata al volere dei milioni di persone che hanno protestato contro ACTA. Marco Polillo aggiunge che il rifiuto dell’accordo potrebbe paralizzare il rilancio economico dell’Europa. Frances Moore, CEO dell’IFPI, spera ancora in una sentenza della Corte di Giustizia, che avrebbe dovuto pronunciarsi sulla legittimità del trattato. Alcuni europarlamentari votarono a favore del rinvio, ma vennero schiacciati dalla maggioranza. Per la direttrice della FEP (Federazione Editori Europei), Anne Bergman-Tahon, non sono state comprese le motivazioni più significative dell’accordo. Sulla stessa linea Dominik Luquer della FIA (Federazione Internazionale degli attori): “L’ACTA è stato visto come un procedimento liberticida, ma non si è capito in che misura potesse arrecare benefici all’economia europea”. Insomma, la decisione non è piaciuta alle associazioni di settore, che hanno inviato al Parlamento Europeo una lettera di sostegno all’ACTA.

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