Il ministro Nordio ha commissariato l’Odg della Campania

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Sic transit gloria mundi. Il ministro della giustizia Carlo Nordio ha commissariato l’Odg campano dopo la sentenza del Tar che ha annullato l’esito delle elezioni del 24 ottobre 2021 quando fu impedito a centinaia di giornalisti di poter votare per non aver notificato all’Ordine la loro pec. Da ieri, il commissario straordinario per l’Odg della Campania è Gerardo Bombonato. Giornalista professionista dal lontano 1983, una vita a Il Resto del Carlino, già presidente dell’Ordine regionale dell’Emilia Romagna nel 2004, dovrà traghettare i colleghi campani alle nuove elezioni.

Non è un fulmine a ciel sereno, tutt’altro. Il 30 novembre scorso, infatti, la settima sezione del tribunale civile di Napoli, con sentenza numero 932, aveva annullato le elezioni dell’ordine. Ciò perché i giudici avevano ravvisato delle irregolarità decisive nella scelta di impedire il voto agli oltre seicento giornalisti che non avevano comunicato all’Odg il loro indirizzo di posta elettronica certificata. In quell’occasione, come riportò Iustitia, fu negato di esercitare il diritto al voto persino persino a due giornalisti-parlamentari: Gigi Casciello e Sandro Ruotolo. Il loro caso fu soltanto il più visibile in una giornata campale, nella quale furono lasciati fuori dalle urne, impossibilitati ad esprimere democraticamente il loro voto per il rinnovo delle cariche in seno all’Ordine, ben 600 professionisti e qualche migliaio di pubblicisti. La cronaca di quella giornata, raccontata proprio dal portale dei giornalisti campani, fu di acceso scontro, di provocazioni, di reazioni smodate. Non fu propriamente una bella giornata. E tra i protagonisti di quella infinita bagarre elettorale finita tra le polemiche, e con il ricorso di Controcorrente proprio a causa del voto negato, ci fu il presidente uscente e riconfermato da quel voto, Ottavio Lucarelli.

Fu eletto presidente, per la prima volta, nel 2007. La sua vittoria mise fine al regno poco meno che ventennale di Ermanno Corsi. Tra polemiche, accuse e scambi di veleni e querele tra i gruppi, all’epoca, di maggioranza e opposizione. Ottavio Lucarelli, divenuto presidente dell’Ordine, anche in discontinuità con il suo predecessore, promise che sarebbe rimasto in carica per un solo mandato. Ma si sa che tre anni non bastano a fare la rivoluzione che si predica quando si è all’opposizione. E così si è regolarmente ripresentato alle urne inanellando successi, fino al 2021. Restando in carica per ben quindici anni. Fino a che il tribunale si è pronunciato, invalidando le elezioni, e il Consiglio nazionale dell’Ordine ha deciso di soprassedere, di non sostenere le ragioni del gruppo dirigente attuale.

Il Sindacato unitario giornalisti della Campania, in una nota, ha espresso “apprezzamento per l’intervento del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha commissariato l’Ordine dei giornalisti della Campania dopo l’ordinanza della settima sezione del Tribunale di Napoli con cui sono state annullate le elezioni del 2021, quando a oltre 600 professionisti e a migliaia di pubblicisti venne impedito di votare”. Per il Sugc: “Il commissario, figura super partes, rappresenta una garanzia assoluta per tutti i colleghi affinché la tornata elettorale venga ripetuta nel rispetto della legge. Il commissario designato dal ministero è il collega Gerardo Bombonato, ex presidente dell’Ordine dell’Emilia Romagna, a cui il Sugc augura buon lavoro”. Il sindacato ha concluso: “È fondamentale ora che si torni alle urne il prima possibile garantendo la più ampia partecipazione dei colleghi, come ha stabilito il Tribunale e come ha sempre chiesto il Sugc, che ha sostenuto il ricorso dei giornalisti esclusi dal voto”.

La vicenda, dunque, dovrà concludersi al più presto. E bene. Non è certo una bella figura quella centrata dai vertici dell’Ordine regionale campano. Al prossimo turno elettorale dovranno votare tutti, anche quelli che – sebbene non abbiano comunicato il proprio indirizzo Pec all’Odg – si recheranno di persona ai seggi. Forse quanto accaduto nell’ultimo anno potrà portare un vento di novità, forse disaffezionare, una volta di più, i tanti giornalisti che si sentono sempre più lontani dalla vita degli organi che dovrebbero essere rappresentativi della categoria. Per di più in un momento storico delicatissimo per il futuro della professione, costellato da problemi di ogni tipo, da quelli economici, segnati dal precariato obbligatorio fino a quelli legati ai rapporti sempre più difficili con le fonti.

In Campania, più che altrove, i problemi si sono verificati prima. Tra comunicati stampa scarni e diffusi tardi, notizie a scoppio ritardato di nera, politici che attaccano a viso aperto i giornalisti (con il presidente della Regione Vincenzo De Luca in testa), in un contesto editoriale asfittico. Invece, proprio in Campania, si deve parlare di elezioni da rifare. E già questo è un fallimento, grave, per Lucarelli e soci.

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