Gurmeet Ram Rahim Singh è un guru indiano di 52 anni che, ora, dovrà scontare l’ergastolo per l’omicidio del giornalista che scoprì come, nella sua setta, si consumassero stupri e violenze sessuali.
Fino a qualche anno fa, Ram Rahim era considerato tra i cento uomini più influenti dell’India, secondo la classifica redatta nel 2015 dall’Indian Express. Guida carismatica della Ong di Dera Sacha Sauda dal 1990, la sua caduta è iniziata nell’agosto del 2017 quando è stato formalmente accusato di essere stato responsabile di due violenze sessuali a carico di altrettante seguaci del gruppo, una delle quali si rivolse – per avere giustizia – all’ex primo ministro indiano Atal Bihari Vaijpayee.
Il caso scoppiò nel 2002. Era il 21 novembre quando il giornalista Ram Chander Chhatrapati pubblica sul suo giornale Poora Sach, la lettera anonima che racconta di abusi sessuali nella Dera Sauda Sacha. Qualche mese dopo, il figlio iniziò la lunga battaglia legale e giudiziaria per ottenere giustizia sull’uccisione del padre.
E ieri, dopo anni e anni di polemiche talora sfociate in episodi di violenza pubblica e ribellione, è giunta la condanna per il “santone”. Sconterà l’ergastolo.
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