Il gruppo Sae cede il Tirreno alla famiglia Olivetti Rason

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Sae, la società guidata da Alberto Leonardis, ha annunciato la cessione della testata “Il Tirreno” alla holding Gin Srl, controllata da Pier Ettore Olivetti Rason, avvocato d’affari e imprenditore attivo anche nel settore immobiliare.

L’operazione avviene a breve distanza dall’acquisizione de “La Stampa” da parte del gruppo guidato dall’imprenditore abruzzese. Nel comunicato con cui annuncia l’accordo, Sae precisa che le risorse derivanti dalla cessione saranno destinate a rafforzare gli investimenti nel digitale e nella multimedialità, preannunciando nuovi progetti strategici che saranno illustrati nelle prossime settimane.

In realtà, tra le diverse testate che Sae aveva acquistato dal gruppo Gedi, “Il Tirreno” è sempre apparsa quella più difficile da gestire, sia per una struttura di costi fissi particolarmente elevata, che ha determinato perdite significative negli ultimi esercizi (anche se il disavanzo del 2025 risulta contenuto entro i 500 mila euro), sia per i rapporti non sempre semplici con il comitato di redazione del quotidiano toscano.

L’operazione sembra quindi rispondere anche ad una logica di razionalizzazione del portafoglio editoriale, consentendo al gruppo di concentrare risorse finanziarie e manageriali su altri progetti ritenuti maggiormente strategici.

Un dato di fatto da evidenziare è che, ancora una volta, entra nel settore dell’informazione un imprenditore che proviene da altri comparti economici e che, quindi, potrebbe vedere nell’investimento editoriale non soltanto una prospettiva industriale, ma anche il valore reputazionale, istituzionale e relazionale che una storica testata locale continua a rappresentare. È un fenomeno che negli ultimi anni si è ripetuto più volte e che testimonia come i quotidiani locali conservino un’importanza che va ben oltre i loro risultati economici.

Nonostante la crisi che caratterizza l’intero settore, “Il Tirreno” rimane una delle testate più importanti nel mercato dei quotidiani locali, non solo per la sua storia ma anche per il forte radicamento sul territorio, con particolare riferimento alla Toscana, una regione nella quale, a differenza di altre aree del Paese, il mercato è caratterizzato dalla sostanziale assenza di una rete diffusa di quotidiani provinciali autonomi.

Sarà interessante vedere come la nuova proprietà intenderà affrontare questa sfida, anche alla luce delle politiche introdotte da Sae che, nel corso degli anni, ha esternalizzato tutte le funzioni grafiche e tecniche trasferendole a una società del gruppo per conseguire un significativo risparmio sul costo del personale. “Il Tirreno”, sotto il profilo industriale, presenta un modello organizzativo diverso da quello tradizionale e nel quale una parte essenziale del ciclo produttivo è già separata dalla società editrice. Sarà interessante capire se il nuovo editore confermerà questa impostazione oppure sceglierà di riportare all’interno alcune funzioni strategiche.

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