Il plenum del Csm ha approvato il parere negativo della Sesta commissione al ddl del governo sulle intercettazioni. La decisione è stata presa con il voto contrario dei consiglieri laici del Pdl – Gianfranco Anedda e Michele Saponara – e l’astensione del centrista Ugo Bergamo. Secondo il vicepresidente del Csm Nicola Mancino il ddl “distrugge” questo strumento investigativo. Mancino ha anche definito “eccessiva la sanzione penale” per i giornalisti, per i quali è previsto il carcere qualora pubblichino atti d’indagine coperti da segreto, riferiti a persone estranee al processo o destinati alla distruzione. Questa parte del testo presenta “evidente compressione dei valori riconducibili all’art. 21 della Costituzione”, poiché equipara il regime di pubblicazione degli atti coperti da segreto a quelli che invece non ne sono più coperti.
I magistrati hanno sottolineato come, i troppi limiti previsti dalla nuova norma, produrranno “un grave pregiudizio per le attività di indagine anche in settori particolarmente delicati e sensibili”. Inoltre, il nuovo testo “non contempera in maniera adeguata” la necessità “di assicurare accertamenti efficaci e tempestivi nell’immediatezza del reato o addirittura durante la sua permanenza”. Tanto più che il testo “trasforma le intercettazioni da mezzo di ricerca della prova in strumento di completamento e rafforzamento di una prova già acquisita con grave pregiudizio per le attività di indagine anche in settori particolarmente delicati e sensibili”.
Non solo: le nuove norme sulle intercettazioni – avvertono i consiglieri di Palazzo dei Marescialli – faranno “allungare i tempi dei processi” arrivando addirittura al rischio di impedirne la celebrazione e determineranno un “sicuro maggiore aggravio dei carichi di lavoro”, senza che “sia stata prevista alcuna misura organizzativa idonea a attenuarne gli effetti di immediato aumento delle loro competenze”.
“L’intento perseguito dal Governo – per il Csm – sembra rivolto ad individualizzare lo svolgimento delle intercettazioni, circoscrivendo l’accertamento nei riguardi dei soggetti specificamente identificati a carico dei quali sia raggiunto un elevato livello di congruità degli elementi di responsabilità”.
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