Il comitato di redazione di Repubblica si è dimesso, la clamorosa iniziativa per protestare contro il piano di prepensionamenti proposto da Gedi. Il braccio di ferro alimenterà un’estate di veleni, almeno a quanto sembrano promettere le premesse.
La notizia è stata riferita da Prima Online. Che in un flash ha dato conto delle dimissioni del comitato di redazione di Repubblica proprio contro la scelta avanzata dal management societario. Ma, a quanto pare, l’azienda non avrebbe alcuna intenzione di cedere e sarebbe pronta a “procedere unilateralmente anche in assenza di un accordo”. Insomma, la redazione di Repubblica potrebbe trasformarsi presto in una polveriera pronta a esplodere.
Il rapporto tra i giornalisti di Repubblica e la Exor, proprietaria ormai da mesi del pacchetto azionario di Gedi, non sono mai stati davvero idilliaci. Già in tempi non sospetti, all’indomani della “conclusione” dell’operazione finanziaria, i giornalisti avevano difeso l’ex direttore Carlo Verdelli. Che venne sostituito, tra feroci polemiche, da Maurizio Molinari nell’aprile scorso. La decisione era stata contestata con forza dai giornalisti al punto da indurli a uno sciopero. E inoltre il cdr aveva fissato le sue priorità praticamente da subito: “I giornalisti di Repubblica si impegnano a difendere i valori, la storia e l’identità del giornale, sia durante sia dopo il perfezionamento del nuovo assetto proprietario. Inoltre, ribadiscono sin d’ora che riterranno irricevibile qualsiasi ulteriore intervento sul costo del lavoro e sui livelli occupazionali, così come eventuali modifiche al perimetro di Repubblica”.
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