Il caso del Fondo Casella arriva in Parlamento. A portarcelo una delegazione di senatori dell’opposizione, Susanna Camusso (Pd), Annamaria Furlan (Iv), Tino Magni (Avs) ed Elisa Pirro (M5S) che hanno sottoscritto una lettera indirizzata al presidente del Senato Ignazio La Russa, al presidente della Camera Lorenzo Fontana, al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, alla ministra del Lavoro Marina Calderone e al sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon. La missiva per chiedere lumi sul futuro del fondo nazionale di previdenza per i lavoratori dei giornali quotidiani. Su cui, stando a quanto hanno messo nero su bianco i parlamentari, “servono finalmente risposte concrete”. A maggior ragione perché “da anni gli iscritti attendono una soluzione e nel frattempo le loro prestazioni pensionistiche hanno subito riduzioni fino all’80 per cento”.
“È necessario richiamare l’attenzione del Governo sull’urgenza di un intervento risolutivo”, scrivono Camusso, Furlan, Magni e Pirro, che invitano il governo “ad assumere con tempestività ogni iniziativa utile a individuare una soluzione equa e sostenibile, che eviti di far ricadere sugli iscritti le conseguenze del processo di autoliquidazione del Fondo, valutando a tal fine anche il ricorso agli strumenti normativi e finanziari disponibili nell’ambito della prossima legge di Bilancio”.
L’invito arriva in una situazione che è nota. “Il Fondo – ricordano i parlamentari- è attualmente sottoposto a gestione commissariale, finalizzata al completamento di un processo di autoliquidazione avviato ormai da diversi anni e non ancora concluso. Nel corso degli ultimi mesi, il Sottosegretario Durigon ha più volte manifestato la volontà di intervenire per affrontare le rilevanti criticità connesse al processo di autoliquidazione del Fondo. A tali dichiarazioni, tuttavia, non sono seguite iniziative concrete idonee a individuare una soluzione alla vicenda e a tutelare adeguatamente i diritti degli iscritti”.







