Editoria

Il caso Bellavia agita Report: “Difendere l’autonomia”

Il 2026 si apre con la (nuova) polemica su Report, dopo il caso Bellavia arriva la nota del comitato di redazione dell’Approfondimento Rai che esprime preoccupazione “relativamente alla libertà di scelta dei contenuti da mandare in onda”. Una questione che è tutt’altro che banale, come si legge nel documento firmato dal Cdr perché impatta (pure) sui livelli di audience di tutta l’azienda: “Come sappiamo tutti, uno degli elementi distintivi del programma di informazione di punta della Rai è proprio l’autonomia delle scelte dei contenuti di informazione che fornisce, una qualità che da anni costituisce un valore immenso per il Servizio pubblico radiotelevisivo in termini reputazionali e in termini di ascolti”.

Il nodo al centro della polemica riguarda il caso Bellavia e il presunto dossieraggio imputato alla trasmissione. Che ha acceso le micce dell’ennesimo scontro politico tra il centrodestra e la minoranza, in particolare il M5s. “La vicenda Bellavia, con accuse mosse da un preciso soggetto politico i cui contorni non appaiono affatto scontati – scrivono dal cdr dell’Approfondimento Rai -, e la conseguente richiesta di prudenza al programma che si tradurrebbe in una censura preventiva di fatto, equivale a chiedere a quel programma di abdicare al proprio ruolo nell’informazione: si chiede a Report di non essere più Report”. E ancora: “Motivi di opportunità per smussare scelte e contenuti giornalistici ce ne sono sempre stati. Tuttavia, nel rispetto dell’autonomia del programma, tale ponderazione in sé assai difficile pesa sulle spalle del giornalista che confeziona il servizio e se ne assume la responsabilità; sul conduttore che presenta il programma e sul caporedattore che confeziona la puntata”.

La richiesta è netta: “Chiediamo con forza che questo difficile lavoro non debba essere condizionato da ulteriori valutazioni, esterne al lavoro giornalistico, per non snaturare l’identità di un lavoro d’inchiesta. Chiediamo dunque al Direttore Corsini di difendere il lavoro della redazione di Report da qualsiasi pressione su servizi o parti di servizio da mandare in onda, a tutela dell’autonomia dei giornalisti della Direzione approfondimento”.

Luca Esposito

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